Mario muore per un mazzo di carte

Doveva essere a processo per via di un furto di un mazzo di carte. I Carabinieri lo hanno trovato in casa senza vita

L’episodio è avvenuto a San Biagio di Callalta, in provincia di Treviso e ha sconvolto gli avvocati e il personale che dovevano prendere parte al processo.

Mario muore per un mazzo di carte
L’uomo è stato trovato senza vita nella sua casa dopo aver compiuto un furto di un mazzo di carte (ansa) – Rationalinternational.net

Un uomo di 49 anni, Mario Nordio, di San Biagio di Callalta è stato trovato senza vita nella propria casa, poco prima dell’avvio del processo in Tribunale a suo carico. I Carabinieri lo hanno trovato senza vita, dopo che l’uomo ha deciso di impiccarsi nella sua abitazione. Doveva presentarsi in tribunale per un processo per direttissima.

Trovato senza vita dai Carabinieri

Nella  giornata di lunedì mattina, 29 gennaio, i Carabinieri si erano recati a casa del 49enne per prelevarlo e portarlo presso il tribunale, dov’era atteso per il processo. Ma l’uomo non rispondeva né al citofono e nemmeno al telefono, facendo scattare l’allarme. L’uomo era stato arrestato il giorno prima dopo essere stato scoperto mentre rubava un mazzo di carte all’interno di uno stabile abbandonato. Dopo aver avvisato l’avvocato, le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in casa, scoprendo il corpo dell’uomo che nel frattempo si era impiccato a un lampadario. Nessun segno di effrazione, la porta era chiusa dall’interno e nessun indizio di violenza: si sarebbe quindi trattato di suicidio.

Mario muore per un mazzo di carte
Il 49enne era atteso a processo il giorno dopo l’arresto, ma avrebbe deciso di togliersi la vita (Foto di repertorio Ansa) – Rationalinternational.net

“Era introverso e si sentiva perseguitato per via di una vicenda legata alla ex fidanzata – racconta il suo avvocato, Mario Nordio – Una situazione che gli aveva causato un forte disagio a livello psicologico”. L’uomo aveva avuto già alcuni problemi con la giustizia a causa di alcuni furti e resistenza a pubblico ufficiale. Nel 2014 venne arrestato mentre stava compiendo un furto in un’abitazione. Fu condannato a due anni e due mesi. Nel 2020 era diventato padre, ma la sua compagna decise di andare via e di trasferirsi con il figlio, dando vita ad una battaglia legale, tra cui anche una denuncia per stalking, con tanto di minacce nei confronti della ex.

Poi l’episodio del furto. Intorno alle 16 di domenica 28 gennaio, l’uomo era stato notato dal proprietario di un casolare abbandonato mentre entrava da una delle porte di ingresso. A quel punto sono stati allertati i Carabinieri, i quali hanno colto in flagrante Nordio che aveva rubato un mazzo di carte da gioco, restituito poi al legittimo proprietario. I Carabinieri lo hanno quindi arrestato per scasso, mentre il Pm di turno aveva stabilito gli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima. Ma nella notte deve essere successo qualcosa nella mente dell’imputato. Secondo il suo avvocato, l’episodio dell’ultimo arresto avrebbe alterato il suo quadro psicologico. L’uomo, incapace di reagire all’ennesimo guaio con la legge, potrebbe aver perso la testa e deciso di togliersi la vita.

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