A Gaza vince solo la fame

Sempre più disastrose le condizioni dei civili sfollati a causa dei combattimenti. Ora a Gaza sta vincendo la fame

Dopo quasi quattro mesi di conflitto, le armi continuano a risuonare in tutta la Striscia di Gaza, provocando vittime soprattutto tra i civili.

A Gaza vince la fame
La situazione a Gaza è sempre più critica e il cibo sta finendo (Ansa) – Rationalinternational.net

I milioni di sfollati, costretti ad abbandonare le proprie case, soprattutto chi viveva a Gaza, ora si trovano in condizioni disumane. Sono tantissime le persone sull’orlo della crisi umanitaria e mentre a Parigi si discute per una possibile tregua tra Israele e Hamas, l’Oms lancia l’allarme. A Gaza non c’è più cibo  e in molti muoiono di fame.

Una situazione sempre più grave

Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli incontri tra gli esponenti delle due fazioni in guerra tra loro – Israele e Hamas – con i rispettivi alleati e mediatori. Mentre Netanyahu incontra le famiglie degli ostaggi israeliani, il leader di Hamas, Ismail Haniyeh si è recato al Cairo per discutere di un possibile accordo con l’Egitto. Da giorni infatti si sta trattando per stipulare un nuovo cessato il fuoco – magari più duraturo – e la visita di Antony Blinken, segretario di Stato americano, nei prossimi giorni fa sperare. Si spera in un vero accordo. In gioco infatti ci sono milioni di vite tra i civili palestinesi e gli ostaggi israeliani in mano ad Hamas.

A Gaza vince la fame
Si sta trattando per un cessate il fuoco, ma la situazione resta disperata (ansa) – RAtionalinternational.net

La situazione umanitaria a Gaza e in tutta la Striscia, infatti, è sull’orlo del collasso. A lanciare l’allarme è stato L’Oms, secondo cui “i civili palestinesi stanno morendo di fame“. Nonostante i colloqui per una tregua, infatti, l’intera Striscia di Gaza è sottoposta a continui bombardamenti. A pagarne sono soprattutto i civili, i quali non sanno più dove andare. Secondo l’Unctad, la Conferenza Onu sul commercio e lo sviluppo, “Gaza è diventata una città quasi inabitabile“. Ciò rende sempre più lontano e utopico un ritorno dei civili nelle proprie case.

Una situazione che in molti vorrebbero scongiurare tramite l’accelerazione sul fronte delle trattative per una tregua. A complicare le cose c’è l’estrema Destra israeliana, con il suo leader Itamar Ben-Gvir che ha minacciato di lasciare il governo in caso di “un accordo sconsiderato”. Per questo si è fatto avanti il leader dell’opposizione Yair Lapid, che si è invece messo a disposizione per lavorare ad un veloce accordo per il raggiungimento di una tregua. Secondo una prima bozza , resa disponibile dal Washington Post, potrebbero esserci sei settimane di tregua. In cambio Israele vedrebbe gli ostaggi di tutti i civili catturati il 7 ottobre.

Sarebbe incluso anche un provvisorio riposizionamento delle truppe dell’esercito israeliano. Queste infatti si sposterebbero, allontanandosi dalle aree maggiormente popolate di Gaza. Sono previsti anche maggiori aiuti per la popolazione in difficoltà. Possibili ulteriori pause grazie al rilascio di soldati e alla restituzione dei cadaveri degli ostaggi deceduti in mano ad Hamas.

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