Russia più forte, ad aiutarla c’è Kim

Vladimir Putin ha scelto bene i suoi alleati: non ha bisogno, come Volodymyr Zelensky, di elemosinare armi e munizioni.

L’asse Mosca-Pyongyang sta dando i suoi frutti: come si evince dalle immagini diffuse dal quotidiano britannico Guardian, Vladimir Putin e Kim Jong Un si scambiano dei misteriosi container, il cui contenuto si può ben largamente immaginare. Missili balistici e centinaia di migliaia di munizioni hanno lasciato il porto nordcoreano di Najin sulle navi inviate dal Cremlino, con l’obiettivo di raggiungere presto il territorio del gigante russo e, successivamente, l’esercito dell’Armata Rossa stanziato in Ucraina. Come ciliegina sulla torta, nelle ultime ore il Ministro degli Esteri Choe Son-hui è stato ricevuto dal leader russo per discutere “dell’ulteriore sviluppo delle” loro “relazioni in tutti i settori, compresi quelli sensibili”.

Asse russo-norcoreana sempre più forte
Putin e Kim Jong Un sempre più uniti – foto: ansa – rationalinternational.net

I rapporti sempre più stretti tra i due leader comincia ad impensierire la comunità internazionale. Preoccupazione che si aggiunge alla recente indiscrezione secondo cui Kim Jong Un si stia preparando per entrare attivamente in guerra. Secondo gli esperti stabiliti a Tokyo, Washington e Seul, le provocazioni manifestate nelle ultime settimane dal rivale non vanno assolutamente sottovalutate. E mentre gli intellettuali, storici e diplomatici discutono se l’attuale situazione geopolitica vada effettivamente associata al Terzo Conflitto Mondiale, la comunità internazionale denuncia lo scambio di regali militari tra lo “zar” e il dittatore nordcoreano.

Container carichi di munizioni

Le navi russe Maria, Angara e Maia hanno lasciato il porto di Najin cariche di misteriosi container, il cui contenuto non è ancora stato identificato. “L’uso da parte della Russia di armi nordcoreane in Ucraina costituisce una violazione di molteplici risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite” – tuonano i suoi membri – “mina gli sforzi internazionali volti a prevenire la diffusione delle armi nucleari”. Ora, per quanto gli scambi previsti dall’asse Mosca-Pyongyang possano indispettire le principali potenze occidentali, sarebbe opportuno sottolineare due aspetti importanti.

Kim Jong Un ha le idee chiare
I regali di Kim Jong Un – foto: ansa – rationalinternational.net

In primo luogo, la Russia ha dimostrato ampiamente di non aver alcuna intenzione di rispettare le norme imposte dalla Nato, in quanto – oggettivamente – non la riguardano. In secondo luogo, è inverosimile pensare che Putin avrebbe consentito all’Ucraina di richiedere l’aiuto della comunità internazionale senza cercare a sua volta degli alleati affidabili. E’ ancor più paradossale, dunque, assistere allo sgomento generale di fronte allo scambio di armi e munizioni tra Corea del Nord e Russia, ad onor del vero prevedibili. Ad ogni modo, a preoccupare la Nato è anche la possibilità che una relazione così attiva possa minare la politica di deterrenza sul nucleare. “Questa e altre prove – dovrebbero innescare un’indagine approfondita” – la sentenza dei membri del Consiglio di sicurezza.

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