Germania, l’estrema destra di Afd vuole la “Dexit”, l’uscita dall’Ue

Alice Weidel, segretaria del partito xenofobo Alternative für Deutschland, ha proposto un referendum. Proseguono intanto le proteste nel Paese con oltre un milione di persone scese in strada nel fine settimana dopo le rivelazioni su un piano di “remigrazione” , l’espulsione di massa di immigrati e cittadini “non assimilati”

 

Dopo la brexit, la “dexit”. L’estrema destra in ascesa in Germania caldeggia l’uscita del Paese dall’Unione europea. La dipartita di Londra è stata “dannatamente giusta”, ha detto la leader dell’Afd, Alice Weidel, in un’intervista al Financial Times. La segretaria di Alternative für Deutschland ha promesso che, una volta al governo, cercherà di ridurre i poteri della Commissione Ue per correggere il “deficit democratico” che sconta l’Unione e restituire sovranità agli Stati membri. Ma se la missione dovesse fallire, allora non resterebbe che dare la parola al “popolo” con un referendum, “come ha fatto il Regno Unito”.

La Dexit

L’ipotesi che la “locomotiva” d’Europa possa uscire dall’Ue appare tanto più lunare se si guarda ai sondaggi. Secondo l’Eurobarometro, il 70% dei tedeschi approva “totalmente” l’appartenenza di Berlino all’Ue, otto punti sopra la media europa. Difficile dunque immaginare che in un ipotetico referendum possa prevalere la “dexit”.

Oltre un milione in piazza contro l’estrema destra

Le parole della leader di Alternativa per la Germania stupiscono anche perché arrivano sulla scia delle manifestazioni oceaniche contro il partito di estrema destra che nei giorni scorsi hanno riempito strade e piazze. Un’ondata di indignazione innescata dalle rilevazioni emerse su un raduno, rimasto segreto per un mese e mezzo, in cui diversi esponenti dell’Afd hanno discusso un piano di “remigrazione”, ovvero l’espulsione di massa di immigrati e “cittadini non assimilati”.

La “maggioranza silenziosa deve svegliarsi e prendere una posizione chiara contro l’estremismo in Germania”, ha affermato il capo dell’intelligence tedesca Thomas Haldenwang. Lo scorso fine settimana oltre un milione di persone ha risposto all’appello protestando in più di cento città in tutta la Germania, da Berlino a Monaco passando per Amburgo e Colonia. Con lo slogan “insieme contro l’estrema destra”, hanno chiesto la messa al bando del partito xenofobo, che ormai supera il 20% dei consensi a livello nazionale.

Alla mobilitazione hanno preso parte anche il cancelliere Olaf Scholz e il ministro degli Esteri Annalena Baerbock, oltre ai vescovi e agli allenatori della Bundesliga e dello Sport-Club Freiburg. Scholz ha equiparato qualunque piano che contempli l’espulsione dei cittadini stranieri a “un attacco contro la nostra democrazia e, di conseguenza, contro tutti noi” e ha esortato i tedeschi “a prendere posizione: per la coesione, per la tolleranza, per la nostra Germania democratica”.

Manifestazioni contro l'estrema destra di Afd nella città di Amburgo, in Germania
Manifestazione contro il partito di estrema destra tedesca Afd nella città di Amburgo, in Germania | Foto X @jenny_jasberg – Rationalinternational.net

Il piano di Afd per espellere gli immigrati

A rivelare la notizia due settimane fa era stata la testata investigativa Correctiv, a pochi mesi dalle tre principali elezioni regionali nella Germania orientale, dove l’Afd è più forte. I sondaggi lo danno oltre il 30% dei consensi nei Lander di Turingia, Sassonia e Brandeburgo.

Come ha rivelato l’inchiesta giornalistica, la riunione è avvenuta lo scorso 25 novembre in un albergo di Potsdam, dove si sono ritrovati per discutere il piano anti immigrazione estremisti di destra, esponenti dell’Afd, incluso il portavoce e copresidente Roland Hartwig, due membri dell’Unione cristiano-democratica (Cdu), imprenditori, medici e giuristi. L’incontro, organizzato da due militanti della destra radicale, sarebbe dovuto rimanere segreto. Il biglietto di ingresso al raduno del “Forum di Duesseldorf” era di 5mila, “donazione minima” per finanziare le iniziative del gruppo come appunto il piano di espulsione illustrato da Martin Sellner, fino al 2023 segretario del Movimento Identitario austriaco (Ibo), convinto sostenitore della teoria della “grande sostituzione”, ovvero un complotto per rimpiazzare la popolazione bianca “nativa” europea.

Secondo il 35enne estremista, fino a 2 milioni di immigrati dovrebbero essere espulsi dalla Germania e ricollocati forzatamente in Nord Africa. Tre le categorie nel mirino: migranti, rifugiati e “non assimilati”, ovvero cittadini con passaporto tedesco che hanno fallito l’integrazione. Come nota Correctiv, il piano di “remigration evoca il progetto ideato dai nazionalsocialisti del 1940 per reinsediare quattro milioni di ebrei dall’Europa in Madagascar. Grazie al piano, sostiene Sellner, si può fermare il “voto etnico”, altra teoria dell’estrema destra secondo cui gli immigrati e i loro discendenti sostengono i partiti “amici dei migranti”.

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