Se fermano Trump ci sarà una donna

Nikki Haley ha le caratteristiche adatte per giocarsi una chance di diventare l’alternativa moderata a Trump nelle primarie dei Repubblicani.

Perché l’opportunità si realizzi, occorre una carambola di risultati elettorali favorevoli, nei primi tre Stati i cui gli elettori repubblicani si recheranno alle urne per scegliere il loro candidato presidente. Si comincia oggi 15 gennaio dallo Iowa, dove il successo di Donald Trump appare inevitabile, ma può comunque essere contenuto in misura accettabile, sotto il 50%, dunque con un risultato incoraggiante per gli sfidanti.

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Il rassicurante atteggiamento di Nikki Haley – rationalinternational.net Ansafoto

Poi però ci vorrebbe una vittoria nel New Hampshire il 23 gennaio. I sondaggi le assegnano in partenza il 30% contro il 41 del tycoon, mentre DeSantis arriverebbe al 6%. Dunque la candidatura DeSantis potrebbe collassare definitivamente, mentre la rassicurante Nikki potrà rivolgersi a un elettorato in buona parte benestante e laureato, quindi tendenzialmente non troppo affascinato dai toni roboanti di Trump.

A sorpresa, tra i repubblicani spunta un’ex governatrice

Il terzo Stato sede di primarie sarà proprio la South Carolina il 24 febbraio, dove l’outsider repubblicana è stata governatrice due volte. Se per lei ci sarà un secondo successo, il Super Tuesday sarà decisivo per le sue speranze di sfidare il candidato democratico alla Casa Bianca, perché si voterà contemporaneamente in 15 Stati, ottenendo un’indicazione solida sulla volontà degli elettori repubblicani.

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Nikki Haley saluta i fans dopo un comizio nello Iowa – rationalinternational.net Ansafoto

E’ possibile il successo di Nikki Haley per la sua notevole esperienza politica, che le consente di stare sotto i riflettori da anni, come governatrice del South Carolina e poi come membro influente dell’amministrazione Trump, con un ruolo di rappresentante degli States all’Onu per quasi due anni, fra il 2017 e i 2018. Nei quali ha difeso i diritti umani e la libertà di espressione, oltre a difendere interessi e altri valori americani. E ha minacciato inoltre la Corea del Nord di rispondere con la forza militare, nel caso di ulteriori test missilistici.

La moderata che spaventa i suprematisti bianchi

Indo-americana, 52 anni il 20 gennaio, è figlia di immigrati dal Punjab, nata su suolo americano nel ’72 a Bamberg da genitori Sikh, ed è di comprovata fede repubblicana. Certo non è bianca. La sua origine orientale potrebbe non essere gradita all’estrema destra suprematista, tuttavia nello stesso tempo le sue proposte sono rassicuranti, a confronto con gli eccessi dell’ex presidente, spesso accusato di tendere al fascismo.

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Donald Trump corrucciato durante un’udienza in tribunale – rationalinternational.net Ansafoto

Se Nikki Haley dovesse mancare il successo nel New Hampshire e in South Carolina, tenendo conto che vincere in Iowa, visti i sondaggi, è un’utopia, la candidatura di Donald Trump sarà l’unica, dato che Ron DeSantis è in palese fase discendente. Haley ha dalla sua un diverso sondaggio: risulterebbe la più forte tra i repubblicani nella sfida con Joe Biden, per ora senza avversari tra i democratici.

Rassicurante per il ceto medio, ma non per Joe Biden

In passato l’ex governatrice ha evitato di tenere una posizione rigorosamente coerente e costante su Trump: a volte l’ha sostenuto, altre volte l’ha criticato. In questa campagna elettorale è stata guardinga e prudente. Ultimamente, in confronto con gli altri candidati repubblicani, ha affermato che Trump, che abbia torto o ragione, porta con sé il caos. Se verrà eletto e condannato e poi lei stessa, da vice, diventasse presidente, ha promesso che tuttavia lo grazierebbe.

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Per il governatore della Florida Ron DeSantis la corsa sta già per finire – rationalinternational.net Ansafoto

Le idee di Nikki Haley dovrebbero comunque confortare la destra americana: si oppone all’aborto, non si batterà per ulteriori diritti alle diversità sessuali, ma semmai lotterà a difesa della famiglia tradizionale, ovviamente libera di portare delle armi. Ai democratici potrebbe piacere invece il suo sostegno a favore dell’aiuto militare all’Ucraina.

C’è un segnale che indica quanto Trump inizi a temerla

Quanto ai seguaci di Trump, usano toni pesanti contro l’avversaria, chiamandola col suo nome indiano Nimrata Randawa, per sottolineare la diversità etnica, che nell’America di destra è un disvalore. Della strategia d’attacco del tycoon, come al solito, fanno parte le menzogne, come l’infondata accusa di corruzione. Per gli osservatori della politica americana è il segno che l’ex presidente inizia a temerla. Una promozione. Non per nulla Trump le ha affibbiato un soprannome ingiurioso, come aveva fatto con Hillary Clinton, diventata Crooked, delinquente.

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Festoso clima elettorale nello Iowa, malgrado una bufera di neve – rationalinternational.net Ansafoto

La Haley è stata ribattezzata Birdbrain, cervello da uccellino. Lei, non ha replicato, in attesa della sentenza della Corte Suprema, che l’8 febbraio si pronuncerà sull’ineleggibilità di Trump in Colorado. Nikki Haley è incorsa in una gaffe ultimamente, quando parlando dei motivi della guerra di Secessione s’è dimenticata il razzismo. Ed è scattata implacabile la bufera mediatica.

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