La Cina ha un’idea su Taiwan

La vittoria di William Lai indispettisce particolarmente il rivale Xi Jinping. La Cina potrebbe armarsi ed invadere Taiwan.

Xi Jinping ha fatto di tutto pur di intimidire il popolo taiwanese e spingerlo a votare per il candidato Kuomitang Hou, ciò nonostante la volontà della nazione si è espressa a favore del democratico progressista William Lai. Il rivale di quest’ultimo venne definito dalla Cina come “la scelta corretta”, colui che avrebbe consentito alle fazioni in conflitto di raggiungere un “compromesso”. Concetto, questo, che i diretti interessati hanno percepito più come una resa, piuttosto che come una rivendicazione di libertà ed un dialogo alla pari. Di fronte al rischio di annessione, i taiwanesi hanno affidato a Lai la guida del Paese. Un vero colpo basso per il Presidente della Repubblica Popolare Cinese.

La Cina pronta ad agire
Xi Jinping ha un piano – foto: ansa – rationalinternational.net

Le vittoria di William Lai alle elezioni presidenziali potrebbe essere percepita dal nemico come una dichiarazione di guerra. Xi Jinping non ha mai nascosto le sue mire espansionistiche e la volontà di annettere Taiwan alla RPC. Laddove il popolo taiwanese avesse preferito il candidato Hou, tale risvolto avrebbe tranquillizzato il leader in attesa. La scelta di consegnare il Paese nelle mani di un presidente che non solo è dichiaratamente a favore della democrazia, ma che – per giunta – difende a spada tratta l’autonomia e l’indipendenza di Taiwan, rappresenta inesorabilmente una minaccia per il gigante orientale. Il rischio associato all’apertura di un ennesimo fronte di combattimento diviene sempre più tangibile e concreta.

La Cina potrebbe accendere la miccia

Taiwan, sulla carta, non è riconosciuta come Stato indipendente. Ciò nonostante, lo è nei fatti. Il Paese vanta un esercito potente, un’amministrazione governativa autonoma e la presenza di un leader che non cede alle pressioni del rivale cinese. Inoltre, almeno fino ad ora, il popolo taiwanese ha sempre goduto del sostegno degli Stati Uniti d’America, i quali difendono il loro diritto di autogovernarsi e provvedono alla consegna periodica di armi volte alla difesa del territorio. Eppure, in seguito alla vittoria di William Lai, Joe Biden ha fatto – apparentemente – un passo indietro: “Non sosteniamo l’indipendenza di Taiwan” – le parole del democratico americano. Sentenza, questa, che segue la minaccia di Pechino, dove Xi Jinping ha sottolineato come la vittoria di Lai “non impedirà l’inevitabile tendenza all’unificazione della Cina”.

Taiwan ha espresso il suo volere
Il volere del popolo taiwanese è chiaro – foto: ansa – rationalinternational.net

Per quanto l’apertura di un ulteriore fronte di combattimento appaia inevitabile, è importante sottolineare che – almeno per il momento – entrambi i leader hanno altre priorità. Mentre Xi Jinping si vede costretto a ridimensionare le proprie mire espansionistiche per evitare di alimentare le tensioni con gli Occidentali (Usa in primis) – attualmente impegnati nella lotta contro gli Houthi, anche a vantaggio della stessa Cina – William Lai dovrà prima favorire la ripresa economica del Paese. Per riuscirci, il nuovo Presidente non potrà fare altro che aprire un dialogo con Pechino, il quale – nonostante tutto – rappresenta il primo contatto commerciale di Taiwan.

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