“Taiwan finirà come Kiev” promette Xi

Qual è la vera Cina? La Repubblica di Cina, nota come Taiwan, o la Repubblica Popolare cinese? Il 2024 si apre col secolare, drammatico enigma

La Repubblica popolare cinese fa parte dello Stato di Taiwan, che ha il nome di Repubblica di Cina, o viceversa è Pechino la capitale cui l’isola deve fare riferimento? Sembra uno scherzo della storia, che però minaccia di trasformarsi in una guerra. Le premesse storiche e politiche purtroppo ci sono.

"Taiwan finirà come Kiev" promette Xi
Il presidente Xi Jinping, a modo suo, fa gli auguri di buon anno a Taiwan – rationalinternational.net Ansafoto

L’isola di Formosa infatti ospita dal 1949 il governo della Repubblica di Cina, che è sorta nel 1912 e ha trovato continuità proprio a Formosa o Taiwan. La quale ritiene di essere la vera, unica Cina con sovranità anche sulla Cina continentale. Invece la Cina continentale è governata dalla Repubblica Popolare, che a propria volta rivendica la sovranità su Formosa e le piccole isole che la circondano.

Riaffiora lo spettro della duplicità della Cina

Il presidente di Pechino Xi Jinping ha dichiarato nel suo discorso alla nazione che la Cina sarà indubbiamente riunificato. La sua idea è ammantata di nazionalismo: tutti i cinesi dovrebbero ritrovarsi sotto la stessa bandiera e condividere la gloria del rinnovamento della nazione cinese. E’ un discorso che, con le opportune differenze di stile, assomiglia tanto a quello di Vladimir Putin nei confronti dell’Ucraina, poiché rivendica il superamento di una frattura storica.

"Taiwan finirà come Kiev" promette Xi
Capodanno a Taipei, nell’isola di Formosa – rationalinternational.net Ansafoto

E Xi Jinping nel suo discorso ha celebrato proprio l’amicizia con la Russia, dopo l’invasione dell’Ucraina. Le relazioni tra i due Paesi si sono sviluppate in modo sano e stabile, ha affermato, progredendo sempre nella giusta direzione. Gli scambi commerciali, che hanno superato il volume di 200 miliardi di dollari l’anno, lo dimostrano ampiamente. E si inseriscono nello scenario di un’economia cinese in buona salute, anzi più resiliente e più dinamica di prima.

Pechino e Mosca rafforzano la loro alleanza

La reciproca fiducia politica tra Pechino e Mosca si è rafforzata, malgrado un quadro internazionale inquieto e drammatico. Nello stesso tempo, è ben noto che i Paesi che riconoscono l’indipendenza di Taiwan vengono isolati dalla Cina e dal suo indispensabile mercato. Il discorso ha parecchio infastidito Taiwan. Il piccolo Stato secondo le indiscrezioni raccolte dal Guardian intende aderire alla Corte Penale Internazionale, in sigla CPI, con sede all’Aja.

x"Taiwan finirà come Kiev" promette Xi
La presidente di Taiwan Tsai Ing-wen è in campagna elettorale – rationalinternational.net Ansafoto

E’ lo stesso organo di giustizia che ha decretato l’arresto di Vladimir Putin per la presunta deportazione forzata di 19mila bambini ucraini. La Russia ha smentito che si trattasse di una deportazione, mostrando i bambini sani e salvi, allontanati da un territorio in guerra. Solo 387 sono tornati a casa, grazie alle iniziative diplomatiche. Putin non è stato arrestato anche perché la Russia non aderisce alla CPI, e ha viaggiato dove poteva sentirsi al sicuro dagli alleati dell’Ucraina.

Taiwan vuole un giudice internazionale che la salvi

Solo la Corte dell’Aja, riconosciuta da 123 Paesi, può forse intervenire sul piano legale, perché ha giurisdizione sui crimini che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme. Giudica infatti sul genocidio, i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra, cui negli ultimi anni si è aggiunto il crimine di aggressione. Quest’ultimo però non ha una definizione così chiara. Aderire alla Corte è però proibitivo per Taiwan.

"Taiwan finirà come Kiev" promette Xi
Capodanno spettacolare a Hong-Kong – rationalinternational.net Ansafoto

Può la presidente Tsai Ing-wen firmare lo Statuto di Roma, che nel ’98 ha istituito la CPI? Spetterebbe al segretario generale dell’Onu accettare la richiesta di adesione di Taiwan, la quale però non è nemmeno membro delle Nazioni Unite ed è riconosciuta solo da 13 Paesi. Quindi se Antonio Guterres accogliesse la domanda di Taiwan, la Corte spiccherebbe un mandato d’arresto per Xi Jinping, con un risultato drammatico per l’Onu. Il diritto internazionale è troppo debole, per poter far valere le sue decisioni contro la volontà dei singoli Stati.

La risposta ufficiale della presidente della Repubblica di Cina Tsai Ing-wen invita Pechino a rispettare la volontà popolare, che il 13 gennaio si esprimerà a Formosa e isole vicine nelle elezioni. Sempre più simili, va precisato, a un referendum sull’identità cinese. Tsai Ing-wen ha poi sottolineato che al di là e al di qua dello Stretto di Formosa la pace è responsabilità di entrambe le parti, e che pace significa dignità. Sottintendendo che non si può accettare alcuna forma di sopraffazione.

"Taiwan finirà come Kiev" promette Xi
La supernave Adora Magic City inaugurata a Shangai – rationalinternational.net Ansafoto

D’altro lato Xi Jinping ha evidenziato l’impegno per la valorizzazione dei territori di Macao e Hong-Kong, nella loro particolarità amministrativa, a dimostrare come sia fuori strada l’autonomismo di Taiwan. E poi Cina significa innovazione continua nei settori più importanti del mercato internazionale, a partire dalla tecnologia. Nessun riferimento, in un discorso così carico di volontà di potenza e di velate minacce militari, alla recente bolla immobiliare che ha incrinato l’immagine internazionale della Repubblica Popolare.

 

 

Impostazioni privacy