Hamas e Netanyahu, stessa follia

La prima persona uccisa  il 7 Ottobre è stata la pietra che ha causato la valanga. Una pazzia passata di mano, da Hamas a Bibì.

Presto saranno trascorsi tre mesi e non se ne vede la fine. L’eccidio senza onore di quel sabato, una giornata infinita per le efferatezze, i lutti e le conseguenze.

Guerra di Gaza cosa succede
Hamas e Bibì cosa succede-Credit ANSA-Rationalinternational.it

 

Una miccia in una polveriera d’odio, quella del Medio Oriente, lasciata deflagrare quando la prima vittima innocente, ignara e senza difese è caduta sotto i colpi dei martiri di Hamas che hanno colpito chiunque capitasse nel loro campo visivo: prede facili e oltre, e senza fine. Bambini, donne, anziani. Giovani donne trascinate per i capelli in un vortice di violenza ripugnante, sigillo dell’uomo quando dimentica sé stesso. Una strategia di odio contro odio, di chi sceglie il martirio degli altri prima del proprio. Il martirio non mancherà, certo, e rimarrà ultimo e inutile segno di un infame, senza cuore né anima, che si crede eroe. Ma il peggio doveva venire, perché quel giorno sono solo stati gettati i semi delle piante contorte su cui appendere i giorni a venire, con migliaia di morti appesi, la logica che si rovescia come un guanto e un piccolo straccio capovolto, sporco di sangue, diventa un reciproco gesto di sfida sulla pelle degli altri, sempre. Ma prima c’è stato quasi un passaggio di testimone, una complicità infernale che diventa coerente disegno di follia, tra Hamas e Netanyahu.

Nessuno si salva

Era necessaria un’intelligenza, anche politica, una forza e una visione strategica che il premier israeliano non conosce, per resistere alla provocazione sottintesa in quella strage e non cadere nel baratro. Netanyahu si è gettato nel vuoto senza attendere un attimo, e ha trascinato tutti con sé. Sì è mostrato così simile al proprio avversario da confondersi con esso: una furia cieca, trasfigurata da un pensiero incapace di fare i conti con la logica e il senso dell’opportunità prima ancora di riconoscere i segni di un’umanità smarrita.

Situazione Gaza
Cosa sta accadendo in questo momento a Gaza-Credit ANSA-Rationalinternational.it

 

E’ un falsario della peggior specie, Bibì: baratta la rappresaglia al banco dei pegni delle parole, trasformandola in azione morale. E’ solo la schiuma di un pitbull e la lezione che, poche ore fa, il premier ha avuto lo sconcio coraggio di tratteggiare sul Wall Street Journal, dove ha provato a mentire rivelandosi nudo e deforme, tratteggiando una visione oscenamente falsa e tragica dinanzi a Gaza distrutta.

Dobbiamo rieducare il popolo Palestinese, ha scritto. Genti decimate dovrebbero essere persuase, nel rosa accecante del futuro, ad amare Israele. Distruggere Hamas, e migliaia di innocenti prima di essa, gettare nelle fosse comuni i corpi, e alle ortiche gli imam che predicano contro Israele,  buttare giù i pochi edifici rimasti a Gaza, disperdere i sopravvissuti, e lasciare gli ultimi rimasti in campi profughi sprofondati nel nulla. E intanto i coloni israeliani fanno propria la Cisgiordania, uccidono e si spartiscono la terra degli altri. Questo è lo sguardo di Netanyahu sul mondo. E pensa sia cosa buona e giusta.  Ditemi se questo è un uomo, viene da pensare, ripensando al libro di Primo Levi.

 

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