Hamas sa dove nascondersi

Il partito Hamas, con la sua implacabile strategia, ha ottenuto un successo mondiale, tranne che, come sostiene Libé, nella Striscia di Gaza.

Se tutto ciò che è accaduto tra Israele e Palestina dal 7 ottobre in poi dipende da un piano studiato Hamas, occorre concluderne che il partito maggioritario tra i palestinesi aveva come obiettivo il successo internazionale, non certo il benessere dei cittadini della Striscia di Gaza. Le piazze di tutto il mondo protestano infatti contro Israele, dapprima umiliato da un pogrom che ha avuto una caratteristica nuova nella storia. E’ stato un massacro filmato con dei video postati sui social. Come se alla ferocia disumana si associasse la gioia infernale di compiere il peggior male possibile.

Hamas sa dove nascondersi
Cannoni israeliani al confine con la Striscia di Gaza – rationalinternational.net Ansafoto

Un piano militare, organizzato meticolosamente ed eseguito con la massima cura in ogni dettaglio, come la più orrenda delle feste macabre. Un assalto strategicamente innovativo e sorprendente, quanto orribile e ripugnante. Israele non ha saputo reagire con uguale efficacia, essendosi affidata a raid aerei vecchio stile, apparsi casuali, lenti e macchinosi, quanto spietati. Dopo i 1.400 morti del 7 ottobre, se ne sono contati circa 21mila nella Striscia, oltre a 50mila feriti. Certo Israele è stata umiliata, ma i cittadini della Striscia volevano la pace. Come pure la maggioranza degli israeliani.

Lo spettacolo grottesco di un’umiliazione sanguinaria

Un attacco terroristico sia militare che estetico, teatrale, quello del 7 ottobre. Una sfida politica, mediatica, una dimostrazione travolgente, esibizionistica e improvvisa. Hala Kodmani, sul quotidiano francese Libération, nota che Hamas ha conquistato il consenso anche di alcuni suoi ex avversari. E’ soltanto nella Striscia di Gaza che la sua immagine declina. Eppure di giorno in giorno escono i bollettini trionfali delle brigate al-Qassam, il braccio armato del partito Hamas. Che annunciano di aver compiuto attacchi contro Tsahal, cioè le forze armate di difesa di Israele. Morti e feriti a decine, veicoli militari distrutti. Furore ed entusiasmo nel fare strage. Nello stesso tempo, il premier Benjamin Netanyahu scrive che il primo dei tre requisiti, per ottenere la pace, è eliminare Hamas.

Hamas sa dove nascondersi
Israeliani in marcia a Tel Aviv per chiedere la liberazione degli ostaggi – rationalinternational.net Ansafoto

Chiaramente un obiettivo fallito, cui poi dovrebbero seguire gli altri due: smilitarizzare e deradicalizzare la Palestina. Sugli ostaggi, non una parola. Da tutto il mondo si lanciano appelli per porre fine al massacro dei gazesi, mentre sia Israele che Hamas persistono con impressionante, gelida indifferenza nella loro opera di metodico sterminio degli stessi civili. Più che la politica di Hamas, sono le brigate al-Qassam a riscuotere il massimo successo. Ad Amman, in Giordania, rileva Kodmani, la folla scandiva tripudiante il nome di Abou Obeida, il portavoce delle brigate, per proclamarsi tutta con lui.

C’è qualcuno che invece ha perso tutto, per sempre

Dai palestinesi di Cisgiordania arrivano dichiarazioni vicine ad Hamas, più che in passato. La prospettiva politica intanto è scomparsa: Hamas, con le sue brigate, piace perché combatte con le armi in mano. La CNN ha riconosciuto che la popolarità e la credibilità del partito maggioritario sono cresciute. Hamas è riuscito a presentarsi al mondo come l’unica organizzazione in grado di battersi contro un oppressore feroce, che compie uno sterminio sistematico.

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Bombe anche sul reparto maternità dell’ospedale Nasser di Khan Yunis – rationalinternatioinal.net Ansafoto

Chi paga il conto a prezzi folli, col proprio sangue, sono i cittadini della Striscia. I quali sempre più rimpiangono il tempo in cui si poteva vivere, anche se in un lager. E non lodano Hamas, i cui capi sono chi all’estero, chi nei tunnel sotterranei. Dove per i cittadini non c’è posto. Non ci può essere posto. Loro devono stare all’aperto per essere martirizzati, affamati, assetati, esposti sotto i missili di Bibi e sfracellati tra le macerie delle loro abitazioni.

 

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