Su Gaza bombe americane da 900 chili

La commissione internazionale tenta di limitare le azioni militari israeliane, nel frattempo gli Stati Uniti inviano bombe e missili.

Un paradosso si presenta dinnanzi ai nostri occhi. Un massacro denunciato pubblicamente da molti esponenti occidentali e successivamente sostenuto tramite l’invio di armi, rifornimenti e munizioni. Mentre Lloyd Austin sottolinea l’importanza della tutela della popolazione palestinese, lo Stato al quale appartiene traferisce periodicamente missili e bombe sul campo di battaglia. Ed ecco dunque che ogni parola, monologo o dibattito pubblico sul conflitto israelopalestinese perde di significato e soprattutto di sostanza. La difesa delle vittime diviene pura formalità.

Bombe americane su Gaza
Bombe americane su Gaza – foto: ansa – rationalinternational.net

Con rinnovato stupore si denuncia il numero sempre crescente di morti, si decide quindi di procedere con lo stanziamento di aiuti umanitari. Carburante, cibo e medicinali attraversano Rafah per raggiungere Gaza. Nel frattempo i feriti e i rifugiati, ammassati nelle poche strutture sanitarie in funzione, vengono deprivati della propria vita, dei beni di prima necessita e di tutto ciò che di cui dovrebbe godere qualsiasi essere umano. Tuttavia, a travolgerli non sono solo i missili israeliani, bensì anche le armi di matrice americana. Il bastone e la carota: una conseguenza inevitabile nel momento in cui i principali esponenti politici non riescono a prendere una posizione chiara e netta.

Ipocrisia non troppo velata

Joe Biden reclama a gran voce il cessate il fuoco, mentre l’Amministrazione statunitense invia 100 bombe BLU-109 alle forze armate israeliane riunite a Gaza. Si tratta di ordigni bunker buster, 900 chili di testata, che dovrebbero insediarsi all’interno delle strutture rinforzate ed esplodere in una secondo momento, tramite un tempo prestabilito in fase di attivazione. Si tratta tuttavia di uno solo dei tanti pacchetti militari statunitensi destinati alle tasche dell’esercito israeliano. Dallo scoppio del conflitto – poco più di un mese fa – Netanyahu ha ricevuto oltre 15mila bombe e 57mila proiettili di artiglieria.

Forze armate israeliane sostenute dagli americani
Le forze armate israeliane, benché condannate, sono sostenute dagli americani – foto: ansa – rationalinternational.net

Nello specifico parliamo di 5mila bombe Mk82 non guidate, 5.400 Mk84, circa 1.000 bombe GBU-39 di piccolo diametro e 3mila JDAM, un kit che trasforma i dispositivi non guidati in ordigni di precisione. A tutto questo si aggiunge il sostegno tradotto in miliardi di dollari che gli Stati Uniti inviano periodicamente al primo ministro israeliano. Molti degli esplosivi inviati sul campo di battaglia sono stati utilizzati per compiere le operazioni più atroci e letali, tra cui la distruzione del condominio – ove si nascondevano i rifugiati – situato a Jabalia. A questo proposito, le BLU-109 dovrebbero essere destinate esclusivamente ai tunnel e alle basi terroristiche stabilite nel sottosuolo, tuttavia – considerata la portata di suddette bombe – ciò non esclude che l’operazione coinvolga nuovamente vittime civili.

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