Gaza, Biden si sveglia tardi

I due sarebbero arrivati ai minimi. E ora Biden punta a diminuire le forniture di armi a Tel Aviv per ridurre l’intensità della guerra

La tensione tra Washington e Tel Aviv non è mai stata così alta come sta avvenendo in questi giorni. Il presidente americano, Joe Biden e il primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu sembrano essere ormai arrivati ai ferri corti.

Biden-Bibi alla resa dei conti
I leader dei due Paesi potrebbero presto arrivare ad un faccia a faccia riguardo la fornitura di armi da parte degli Stati Uniti (ansa) – Rationalinternational.net

I due leader non si sarebbero trovati d’accordo sulle modalità dell’andamento della guerra nella Striscia di Gaza. Netanyahu, insieme ai suoi ministri, sembra voler proseguire per la sua strada. Quindi ora Biden starebbe pensando di ridurre la quantità di forniture di armi ad Israele per poter ottenere una riduzione dell’intensità del conflitto a Gaza.

Niente più armi per Israele

Secondo alcune indiscrezioni rivelate dall’Nbc News, gli Stati Uniti avrebbero messo sul tavolo la possibilità di rallentare alcune spedizioni di armi a Tel Aviv. Una mossa che l’amministrazione Biden potrebbe compiere a stretto giro per poter costringere Netanyahu a rallentare a Gaza e ridurre l’intensità dei combattimenti. Il numero dei civili morti nella Striscia di Gaza, è sempre più enorme e da tempo il Presidente degli Stati Uniti chiede una riduzione dei raid e dei bombardamenti, fino ad arrivare allo scontro diretto con il premier Netanyahu.

Biden-Bibi alla resa dei conti
Biden vorrebbe ridurre la fornitura di armi per diminuire l’intensità della guerra nella Striscia di Gaza (ansa) – Rationalinternational.net

Nbc parla di tre funzionari dell’amministrazione Biden che avrebbero parlato della richiesta del presidente al Pentagono di fornire un elenco di armi da poter utilizzare come leva politica. Tra quelle individuate ci sarebbero i proiettili di artiglieria da 155 mm, oltre alle munizioni congiunte per attacco diretto. Potrebbero essere queste, quindi, le armi a vedere una diminuzione della fornitura, mentre non è previsto un taglio deciso all’invio di difese aeree e di altri sistemi a protezione per i civili israeliani. Ma è comunque chiaro che a Washington potrebbero presto provare ad utilizzare argomentazioni “più convincenti” per costringere l’esercito israeliano a cambiare decisamente registro.

Ad oggi le fonti amministrative non hanno confermato una decisione definitiva presa a riguardo. Al contrario, sarebbe sul tavolo anche l’opzione di inviare un maggior numero di armi richieste per poter ottenere comunque dei risultati sul tavolo diplomatico. Tra questi l’auspicio più diffuso è quello di ottenere l’apertura di corridoi umanitari. Tuttavia, questo potrebbe rivelare una debolezza politica da parte dell’amministrazione Biden, incapace di poter effettivamente imporre la propria decisione sulla guerra in Medio Oriente. Ad ogni modo, Israele non starebbe conducendo un’operazione vittoriosa nella Striscia di Gaza. Secondo alcune stime, infatti, l’Idf sarebbe riuscito ad eliminare solo il 30% dei combattenti di Hamas, mentre l’80% dei tunnel sotterranei sarebbero ancora intatti.

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