Sale nel tè. E Londra s’indigna

Gli americani colpiscono ancora. Il Bel Paese è scampato alle “ingegnerie culinarie” dei rivali oltreoceano. Questa volta, tocca agli inglesi.

La supremazia gastronomica europea, la quale da secoli si indigna di fronte alle castronerie degli “ingegneri” americani, ha incontrato l’ennesima teoria dalla quale dissociarsi categoricamente. La pizza con l’ananas mantiene il podio della disastrosa originalità, insieme alla penne lisce con il ketchup e al caffè annacquato tipico delle colazioni degli “cari amici” oltreoceano. Tuttavia, in tal caso, non sono i residenti del Bel Paese a rispondere sgomenti, bensì i diplomatici ed assertivi cittadini britannici. Guai a chi tocca il loro amatissimo tè.

La ricetta della tazza da tè
Sale nel tè, i britannici inorriditi – rationalinternational.net

Una tradizione inviolabile e gustata con profonda sacralità dagli inglesi doc, tanto da essere prevista persino come rito durante i dibattiti in Parlamento e gli incontri formali tra i leader internazionali e il sovrano regnante. Nel pomeriggio ogni suddito che si rispetti si siede comodamente sulla propria poltrona e si gusta il proprio english tea, senza che nessuno osi interrompere l’idilliaco momento. Tuttavia, come accade di consueto, gli americani sono tornati a rompere le uova nel paniere. In particolare Michelle Francl, professoressa di chimica presso il Bryn Mawr College, ha pubblicato una ricerca che include la ricetta della “tazza da tè perfetta”. Il Regno Unito è inorridito.

Michelle Francl fa inorridire gli inglesi

La ricetta per la “tazza da tè perfetta” di Michelle Francl nasce dallo studio prettamente chimico per l’elemento, attraverso il quale la professoressa ha potuto stabilire alcuni trucchetti per esaltarne il sapore. In primo luogo, consiglia di aggiungere del limone per contrastare la formazione della “schiumetta” sulla superficie della bevanda; in secondo luogo, sostiene che spremere le bustine del tè riduca significativamente i “i tannini dal sapore aspro”; si raccomanda infine di aggiungere il latte solo in un secondo momento e di scaldarlo precedentemente, in modo che i due “liquidi” possiedano all’incirca il medesimo grado di temperatura. Dopodiché, per concludere, si è lasciata andare all’ultimo gravoso e sconsiderato consiglio.

Francl e la sua ricetta del tè
Francl stuzzica il Regno Unito – credit: Instagram @brynmawrcollage – rationalinternational.net

Ebbene, Michelle Francl ha consigliato ai cittadini britannici di aggiungere del sale alla loro sacra bevanda rituale, in quanto – sulla base di una reazione chimica – ciò impedirebbe al tè di divenire amaro. La ricetta diffusa dalla professoressa ha letteralmente indignato la comunità inglese, tanto da costringere l’ambasciata statunitense a dissociarsene: “Non possiamo restare a guardare mentre una proposta così oltraggiosa minaccia le fondamenta stesse del nostro rapporto speciale” – dichiarazioni che, ad onor del vero, hanno il sapore di una beffa – “L’ambasciata degli Stati Uniti continuerà a preparare il tè nel modo corretto: scaldandolo al microonde”. E mentre gli statunitensi ridono sotto i baffi, gli inglesi si sistemano il colletto e tornano a consumare il loro sacro elisir nel modo più consono: con latte e zucchero in zollette.

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