Putin non molla la presa su Kiev

Nell’ultimo aggiornamento, il pesante bombardamento russo sulla capitale Kiev e sulla città di Kharkiv ha causato la morte di ben 19 persone.

E’ il dato fornito dalla procura generale ucraina, dopo lunghe ore di raid aerei russi, che hanno colpito con un gran numero di droni, missili e razzi diversi obiettivi, soprattutto militari, ma anche civili. I sistemi di difesa sono riusciti a intercettare solo una parte degli attacchi, soccombendo ancora una volta. La superiorità russa nei cieli si è sanguinosamente riconfermata. Il logoramento del Paese aggredito continua implacabile.

Putin non molla la presa su Kiev
Il presidente russo Vladimir Putin ha di che applaudire – rationalinternational.net ansafoto

Il danno è anche politico, poiché il consenso di cui ha goduto per anni il presidente Zelensky si sta sgretolando. Il motivo è che la popolazione si rende sempre più conto che le promesse sono state disattese, mentre la Russia si è dimostrata molto più forte di quando affermava la propaganda di Kiev nel 2022, allo scopo di convincere i cittadini ad arruolarsi volontariamente. Parte della popolazione, invece, per potersi salvare sta collaborando con i russi.

Zelensky perde consensi tra la popolazione

Dato amarissimo, dopo la roboante retorica di Zelensky, tornato dal Forum di Davos a mani vuote. In particolare, la Cina ha rifiutato di incontrarlo: non concederà la propria mediazione. Il fatto è che gli Stati Uniti non intendono ancora trattare la pace con la Russia, che sia vero o. no che Mosca sarebbe disposta ad aprire una trattativa.

Putin non molla la presa su Kiev
Bombe russe su Kharkiv prima dell’alba – rationalinternational.net Ansafoto

Tra i primi ad avvisare gli abitanti di Kiev dell’inizio del bombardamento è stato ancora una volta, con un messaggio su Telegram, il sindaco Vitali Klitscko, popolare ex campione di pugilato, ora nell’estrema destra e ultimamente critico verso Zelensky. La stessa casa del primo cittadino ha tremato, per la vicinanza a un obiettivo colpito dai russi. Klitschko ha ordinato ai cittadini di non uscire dai rifugi, per evitare le continue esplosioni.

Cittadini di Kiev costretti per ore e ore nei rifugi

Secondo la giornalista della BBC Sarah Rainsford la capitale è stata colpita per più di due ore e mezzo, come non succedeva dallo scorso 2 gennaio. E’ l’ulteriore dimostrazione che le forze russe possono contare su quantità tali di munizioni, da poter superare frequentemente la capacità di risposta della difesa antiaerea dell’Ucraina. A Kiev sono state udite diverse ondate di esplosioni. Varie automobili in sosta hanno preso fuoco e alcuni edifici sono stati sventrati, in un panorama di desolazione.

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Droni e razzi hanno colpito i palazzi di Kiev – rationalinternational.net Ansafoto

Anche a Kharkiv, nel nordest del Paese, l’allarme è stato lanciato in mattinata dal sindaco Ihor Terekhov. Sono stati centrati dai raid anche diversi edifici residenziali, con decine di feriti e alcuni deceduti. Le bombe non hanno avuto pietà nemmeno di Bakhmut, città ridotta in macerie, che il Cremlino si sta riprendendo. Il comandante in capo delle forze armate ucraine Oleksandr Syrskyi, ha parlato sul suo canale Telegram di un pesante e duraturo fuoco d’artiglieria, con mortai e droni da combattimento.

L’esercito russo preme con maggior forza

L’esercito russo ha anche compiuto diverse operazioni d’assalto, per guadagnare maggior territorio. Oltretutto, è stato segnalato che al confine si stanno ammassando nuove truppe russe, che potranno servire, da quanto ipotizzano gli osservatori, a un’offensiva definitiva, in grado di determinare il decisivo collasso finale dell’esercito ucraino. A quel punto la resa dovrebbe essere inevitabile.

Putin non molla la presa su Kiev
Macerie nei quartieri residenziali di Kiev – rationalinternational.net Ansafoto

E’ probabile quindi che Vladimir Putin possa conquistare un territorio ancora più ampio, composto non da cinque ma da sette provincie ucraine, dal momento che gli alleati occidentali di Kiev non possono più proseguire i rifornimenti di armi e munizioni come negli anni precedenti. Per giunta, le brigate migliori dell’esercito di Kiev sono già state distrutte dai russi, che possono contare su un numero di soldati e di riservisti largamente prevalente.

La guerra ha portato in dono a Putin un alleato

Inoltre, sia l’agenzia Tass che i media nordcoreani hanno dato notizia di un’imminente visita di Vladimir Putin in Corea del Nord, per incontrare il presidente Kim Jong un. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che ancora non è stata fissata la data del viaggio. Il dato di fatto è che tra Pyongyang e Mosca la cooperazione sta crescendo, resa opportuna sia dalla guerra in Ucraina e che dalle crescenti tensioni militari dell’Asia orientale.

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Le esercitazioni militari nella Corea del Sud inducono Pyongyang a rafforzarsi – rationalinternational.net Ansafoto

Sin dal 2022 è nota l’intenzione di Putin di acquistare missili nordcoreani per aggredire l’Ucraina. Da varie fonti, risulta che Pyongyang ha già inviato nei mesi scorsi armi e munizioni, in cambio dell’aiuto della Russia a realizzare i satelliti-spia di cui la Corea del Nord si sta dotando, per sorvegliare la Corea del Sud. La quale è entrata in un accordo trilaterale con Stati Uniti e Giappone, allo scopo di scambiare reciprocamente le rispettive informazioni sui comuni nemici e competitori.

I leader della Federazione Russa e della Corea del Nord si erano incontrati nel cosmodromo di Vostochny, il più importante centro di lancio della Federazione. L’alleanza si è sempre più saldata. confermandosi negli obiettivi strategici comuni, sicché nell’autunno scorso il ministro degli esteri Lavrov è stato ricevuto a braccia aperte a Pyongyang. Il cosiddetto “asse del male”, come lo chiamava George W. Bush, appare dunque in salute, con la cauta solidarietà della Cina. Secondo l’intelligence americana, già almeno tre volte dalla fine di dicembre la Russia ha sparato missili nordcoreani verso l’Ucraina: il 30 dicembre, il 2 e il 6 gennaio.

 

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