Cocaina e nuovi guai per Biden Jr

Il figlio del presidente americano Joe Biden è nuovamente al centro delle polemiche: trovate tracce di cocaina sulla pistola.

Non c’è un attimo di pace per Joe Biden, l’attuale Presidente degli Stati Uniti. Questa volta ad essere al centro delle polemiche è nuovamente Hunter Biden, suo figlio.

Nuovi guai per Hunter
Arrivano nuove prove che coinvolgono Hunter Biden nel suo processo (Ansa) – Rationalinternational.net

Nelle scorse ore, infatti, è stata presentata dal procuratore speciale David Weiss una nuova prova che potrebbe inchiodare definitivamente il figlio del presidente americano. Sono state infatti trovate delle tracce di cocaina nella custodia della pistola in possesso di Hunter Biden.

Le prove del procuratore

Ancora guai per Hunter Biden. Dopo le accuse rivolte nei suoi confronti riguardo reati fiscali e possesso irregolare di armi da fuoco, arrivano nuovi pesanti indizi contro di lui. Secondo i procuratori del Delaware, i quali stanno svolgendo indagini su di lui, ci sarebbero prove evidenti relative alla custodia in pelle utilizzata proprio dal figlio di Joe Biden. Gli inizi parlano infatti della presenza di tracce di cocaina sulla custodia della sua pistola. Hunter è infatti incriminato per possesso illegale di una pistola nel 2018, periodo in cui faceva uso di droghe o era dipendente da queste. Si tratta infatti di un reato federale che potrebbe costare guai molto seri all’uomo.

Nuovi guai per Hunter
Arrivano indizi sulla presenza di cocaina sulla custodia della sua pistola (ansa) – Rationalinternational.net

Sarebbe stato un chimico dell’Fbi ad aver rilevato residui di cocaina sulla custodia della pistola. Gli uomini dell’Fbi hanno infatti deciso di esaminare la vecchia pistola, trovando prove che potrebbero realmente incastrare il figlio del Presidente americano. Si tratta di una Colt Cobra 38 che era sigillata all’interno di un caveau della polizia di Stato. Gli esperti hanno trovato sulla custodia dell’arma una quantità imprecisata di polvere bianca. A rivelarlo è stato il consulente speciale David Weiss. La mozione di archiviazione – presentata dagli avvocati di Hunter Biden – ha visto quindi questa risposta da parte del procuratore speciale.

Secondo il team di Weiss, HUnter Biden faceva uso di sostanze stupefacenti nel periodo in cui ha completato il controllo per poter acquistare la pistola. L’uomo aveva infatti dichiarato di non avere alcuna dipendenza da sostanze illecite. Se questo dovesse essere dimostrato, Hunter Biden avrebbe commesso un reato federale. I documenti presentati parlano di un laptop abbandonato in un negozio del Delaware che ha condotto proprio al figlio del presidente degli Stati Uniti. Gli avvocati difensori di Hunter, guidati da Abbe Lowell, hanno affermato che Weiss è vittima di “pressioni politiche”. Secondo il team di legali, “se il cognome di Hunter fosse stato diverso da Biden, le accuse non sarebbero state presentate”.

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