Mar Rosso, l’Italia cerca guai

Sono bastati alcuni razzi degli Houthi contro le navi cargo, per bloccare i transiti nel Mar Rosso, desertificando i porti del Mediterraneo.

E allora irrompe il ministro degli esteri Antonio Tajani che già parla di missione militare europea allo scopo di riportare all’ordine i ribelli Houthi. L’intervento avrà lo scopo di tutelare dei porti mediterranei e italiani, che nel corso degli anni si sono giovati del traffico marittimo da e per il canale di Suez e quindi attraverso il Mar Rosso, nei collegamenti con le mete orientali.

Mar Rosso, l'Italia cerca guai
Il ministro Tajani va alla guerra – rationalinternational.net Ansafoto

Infatti, se si rende impossibile il passaggio per lo Stretto delle Lacrime (o di Bab al-Mandab), che si trova nel Mar Rosso davanti allo Yemen, controllato dai guerrieri Houthi come il golfo di Aden, si torna al Medioevo. Per arrivare in India e in Cina, occorre circumnavigare l’Africa passando il Capo di Buona Speranza, con un aumento sia dei tempi che dei costi. In tal caso il mar Mediterraneo perde notevolmente di interesse e i porti si svuotano. Così è andata nella prima parte di gennaio, quando le navi sono diminuite della metà. Nel 2022 il traffico marittimo sulla rotta di Suez ha rappresentato il 40% del totale, per i porti italiani, con un giro d’affari di 154 miliardi di euro.

Navi militari per tutelare la competitività dei porti italiani

Il dato di fatto tanto negativo per la penisola italica è che le navi che dall’Oriente circumnavigano l’Africa, quando giungono allo Stretto di Gibilterra tirano diritto verso i porti del Nord, snobbando il Mediterraneo, per raggiungere soprattutto Amburgo. Fino a dicembre, i carichi in arrivo dall’Oriente approdavano spesso a Trieste, per poi proseguire verso Nord su ferro o su gomma. A Genova, La Spezia, Livorno il danno è ugualmente pesante. Si ricordi che dal Canale di Suez passa il 15% del traffico marittimo mondiale.

Mar Rosso, l'Italia cerca guai
Un gruppo di guerrieri Houthi posa per una fotografia – rationalinternational.net Ansafoto

L’effetto negativo, per i consumatori italiani, sarà l’aumento dei prezzi, già fatti lievitare da anni di inflazione. Mano alle armi, dunque, con un Tajani inopinatamente belligerante. Lunedì a Bruxelles, dunque, durante il consiglio degli affari esteri, si discuterà di una missione militare europea per ripristinare l’ordine nel Mar Rosso. Francia, Germania e Italia stanno finalizzando una proposta che possa essere gradita anche gli altri Paesi europei, come ha annunciato Tajani, che si è proclamato ottimista, pur mantenendo il suo tipico aplomb cauto e guardingo.

Mari già solcati dai pirati attratti dai ricchi cargo

L’Italia è già impegnata nella missione Agenor, attivata nel 2020 nell’ambito dell’iniziativa multinazionale Emasoh. E’ un’operazione che ha lo scopo di garantire la sicurezza della navigazione in un’area centrata sullo Stretto di Hormuz, ed estesa verso nord a tutto il Golfo Persico e verso sud al golfo di Oman. L’idea è di ampliare quest’iniziativa anche al Mar Rosso, lungo le coste yemenite. La marina tricolore è già presente da 15 anni, inoltre, nell’operazione europea Atalanta, che ha carattere diplomatico e militare, per prevenire e reprimere gli atti di pirateria marittima nell’area del Corno d’Africa.

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Armi degli Houthi sequestrate durante i recenti interventi americani – rationalinternational.net Ansafoto

I guerrieri Houthi, però, hanno un preciso intento: combattendo in solidarietà con il popolo palestinese, infliggono tutti i danni possibili agli alleati di Israele, ovvero i Paesi occidentali che della navigazione del Mar Rosso hanno bisogno come dell’ossigeno, per le asfittiche economie del Vecchio continente. La guerra mediorientale si sta espandendo, seppure in modo più sporadico che sistematico, mentre l’Occidente non sa dare alcuna risposta efficace agli abitanti della martoriata Striscia di Gaza. Anzi, Ue e Stati Uniti non fanno che sostenere attivamente Tel Aviv e l’aggressività militare dello Stato ebraico.

Dietro i guerrieri Houthi, ancora una volta, c’è il sostegno dell’Iran, nel panorama istituzionale dello sfacelo dello Yemen. L’Italia, come l’intera Ue, però non affronta la causa, cioè lo sterminio di Gaza, bensì l’effetto, ovvero il danno economico che riceve dagli Houthi. E invierà proprie navi nel mare più pericoloso che oggi ci sia. Nel frattempo gli Stati Uniti hanno dichiarato gli Houthi gruppo terroristico e hanno già attivato le proprie azioni militari a tutela del commercio mondiale. Lo stesso Antonio Tajani si recherà nello Yemen, comunque, in missione diplomatica.

 

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