Israele, economia di guerra

Gli orizzonti di guerra sono ancora molto ampi. Ora Israele pensa di riarmarsi: ecco quanto spenderà per la sua Difesa

Il governo guidato da Benjamin Netanyahu ha approvato una misura che consentire allo Stato israeliano di aumentare la propria potenza bellica.

Israele, economia di guerra
Il governo israeliano ha deciso di aumentare le proprie spese per rafforzare la Difesa (Ansa) – Rationalinternational.net

Si tratta di una decisione maturata alla luce dei recenti conflitti – tutt’ora in corso all’interno della Striscia di Gaza e in Cisgiordania – e ovviamente in prospettiva. Tel Aviv teme che il conflitto possa allargarsi ed è per questo che ha deciso di aumentare la propria spesa per la Difesa. Ma una possibile escalation fa paura non solo in Medio Oriente.

Sempre più soldi per le armi

L’esecutivo di emergenza israeliano ha deciso di approvare un emendamento che verrà inserito nel bilancio del 2024. L’intenzione è quella di approvare una misura che aggiunga ulteriori 55miliardi di shekel – l’equivalente di 15 miliardi di dollari – alle spese che riguardano la Difesa. Il pacchetto è stato approvato lo scorso 15 gennaio e al suo interno sono inclusi anche altri fondi per il risarcimento dei civili che sono stati colpiti in maniera diretta o indiretta dagli attacchi nei confronti di Hamas nella Striscia di Gaza.

Israele, economia di guerra
La spesa è in previsione di conflitti futuri a seguito di un aumento della tensione nella regione (ansa) – Rationalinternational.net

Il ministro delle Finanza Bezalel Smotrich ha dichiarato che le priorità del governo “sono cambiate”. L’obiettivo, secondo il ministro è far sì che “ogni riservista, combattente e le loro famiglie sappiano che c’è un governo che li sostiene”. Tuttavia, la decisione della mozione non è stata condivisa da tutti. Fonti locali parlano della rabbia di Yoav Kisch, membro del partito Likud – lo stesso di Netanyahu – e titolare dell’Istruzione. Avrebbero espresso il loro dissenso anche i leader di altri ministeri. Per questo sono stati evitati ulteriori tagli alla sanità e alla sicurezza interna. L’opposizione ha poi criticato fortemente le scelte del governo israeliano. In particolare, secondo Yair Lapid non sono stati ridotti “gli uffici governativi non necessari”. Il bilancio è stato poi giudicato “spudorato e irresponsabile”.

Ma intanto la spesa militare di Israele ammonterà a circa 582 miliardi di shekel, ovvero circa 154 miliardi di dollari. Si tratta di un aumento del 70% rispetto a quello che era precedentemente previsto. Una spesa che produrrà un deficit pari al 6,6% del Pil. Ad influire su questa decisione è stato lo scoppio della guerra nella Striscia di Gaza, ma non solo. L’aumento della tensione anche in Cisgiordania, con i successivi scontri con gli Hezbollah, ha allontanato ancora di più Israele dall’Iran. A questa si aggiunge la difficile situazione nel Mar Rosso. Qui i ribelli Houthi – sostenuti da Teheran – stanno dando filo da torcere alla coalizione statunitense e hanno dichiarato guerra alle navi mercantili. Dunque, le prospettive nella regione attualmente sono ben lontane da una pace duratura. Israele lo sa, e per questo ha deciso di armarsi ancora.

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