Soldi a Kiev: adesso ci pensa la Gran Bretagna

Il Primo ministro inglese corre in soccorso degli alleati ucraini (mentre si aspettano gli Usa): pronti 3 miliardi

Kiev può ancora contare sugli alleati europei. A dimostrazione di ciò sono gli aiuti appena stanziati dal Gran Bretagna che, in questi giorni, sembra essere l’alleato numero uno dell’Ucraina.

Soldi a Kiev: adesso ci pensa la Gran Bretagna
Nonostante il blocco degli Usa, arrivano nuovi aiuti. Questa volta dalla Gran Bretagna (ansa) – Rationalinternational.net

È stato infatti raggiunto l’accordo per ulteriori aiuti alla causa di Kiev, in attesa della decisione definitiva da parte degli Usa sui fondi bloccati presso il Congresso americano. Il Premier Sunak ha infatti predisposto aiuti economici di circa 3 miliardi di euro per Zelensky.

I britannici al fianco di Kiev

Durante l’ultima visita diplomatica a Kiev, Il Primo ministro britannico Rishi Sunak ha annunciato lo stanziamento da parte del Regno Unito di circa 3 miliardi di euro. Si tratta di aiuti militari che concederanno a Kiev un sospiro di sollievo, almeno temporaneo. Quello stanziato dalla Gran Bretagna, infatti, è la cifra più alta elargita dal Paese dall’inizio del conflitto. Un gesto che fa capire quanto il governo Sunak sia deciso a sostenere la causa ucraina e intenda impegnarsi anche sul fronte economico.

Soldi a Kiev: adesso ci pensa la Gran Bretagna
Il governo britannico ha stanziato circa 3 miliardi di euro per l’Ucraina (ansa) – Rationalinternational.net

Nello specifico, si tratta di un pacchetto che include almeno 255 milioni di euro. Fondi che serviranno alla produzione e acquisto di migliaia di droni ad uso militare. Dispositivi diventati fondamentali per il monitoraggio e la difesa del territorio dai continui attacchi dell’esercito russo. Inoltre, è prevista la consegna a stretto giro di missili a lungo raggio. Ma anche munizioni per l’artiglieria e armamenti utili alla difesa aerea. Il Primo Ministro inglese ha assicurato che il Paese “non vacillerà”. Sunak ha rinnovato la sua convinzione nel voler continuare a sostenere la causa Ucraina. Negli ultimi mesi, infatti, in Ucraina il timore è cresciuto in modo esponenziale, per via della sempre più evidente indecisione da parte dei Paesi europei e, soprattutto, degli Stati Uniti. Il calo dei finanziamenti e degli aiuti economici e militari è piuttosto evidente. In questo contesto, la decisione del Regno Unito contribuisce a donare un minimo di fiducia per il governo guidato da Zelensky.

Secondo il premier britannico, una poca convinzione nell’elargire aiuti per l’Ucraina sarebbe una forma di “incoraggiamento per Putin, la Corea del Nord e l’Iran”. Dunque l’invio di 3 miliardi di dollari in aiuti militari è un “segnale forte rivolto a Putin e ad altri”. Il premier ucraino Zelensky ha scritto su X che la giornata di incontro con il premier britannico si è rivelata “uno spartiacque nella storia europea”. Infine, il presidente ucraino ha chiesto ai Paesi europei di prendere la stessa iniziativa della Gran Bretagna. La richiesta è quella di sostenere con più convinzione la causa dell’Ucraina. Il governo di Kiev è infatti fortemente dipendente dagli aiuti degli alleati occidentali (primi su tutti gli Stati Uniti) per poter affrontare la guerra.

I finanziamenti economici di Washington e Bruxelles sono la fonte principale per sostenere le spese dell’esercito e del Paese. Il Pil in Ucraina è crollato di circa il 30%, mentre l’emigrazione verso i Paesi esteri (in particolar modo Polonia, Romania, Slovacchia e Germania) è ancora su livelli di allarme. Non sono buone nemmeno le prospettive da un punto di vista militare. La controffensiva si è fermata quasi subito e Putin sembra essersi convinto di poter vincere presto la guerra.

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