Gli ostaggi proteggono il capo di Hamas

Dilemma a Gaza: ecco come gli ostaggi proteggono involontariamente il capo di Hamas dalle azioni israeliane.

Le recenti rivelazioni sui media di Tel Aviv hanno gettato luce sul dilemma che si presenta alle autorità israeliane nell’affrontare Yahya Sinwar, il leader di Hamas. Sembra infatti che Israele abbia identificato l’ubicazione esatta di Sinwar. Ma la sua eliminazione è impedita dalla presenza di numerosi ostaggi israeliani che funzionano come scudi umani intorno a lui.

gli ostaggi fanno da scudo al leader di Hamas
Il leader di Hamas è intoccabile, se si colpisce lui si colpiscono gli ostaggi – ph- Ansafoto – Rationalinternational.net

 

Sinwar, ex prigioniero liberato nel 2011 in uno scambio con Israele, è diventato il capo di Hamas nella Striscia di Gaza nel 2017. La sua posizione è nota alle Forze di difesa israeliane (IDF). Ma la sfida è come affrontare efficacemente un individuo chiave senza mettere a rischio la vita degli ostaggi che lo circondano.

Gli ostaggi come scudi umani

L’uso di ostaggi come scudi umani è una tattica controversa ma efficace adottata da gruppi terroristici e organizzazioni criminali per proteggere i loro leader o basi strategiche. Nel caso di Sinwar, la sua presenza accanto a cittadini israeliani catturati impedisce a Israele di agire direttamente contro di lui senza rischiare la vita degli ostaggi. Il leader di Hamas è noto per essere stato coinvolto in attività terroristiche contro Israele, il che lo rende un obiettivo primario per le IDF. Tuttavia, l’etica e la pressione internazionale impediscono un attacco diretto che potrebbe causare la morte di civili israeliani utilizzati come scudi da Sinwar.

il leader di Hamas
Yahya Sinwar ha trascorso 20 anni in prigione prima di divenire il leader di Hamas – ph Ansafoto – Rationalinternational.net

 

Le autorità rilasciarono Yahya Sinwar nel 2011, dopo aver trascorso oltre 20 anni in prigione, condannato a quattro ergastoli. La sua ascesa alla guida di Hamas è stata segnata da un impegno costante contro Israele, portando a tensioni sempre crescenti nella Striscia di Gaza. La sua figura è diventata centrale nella lista degli obiettivi israeliani. Nel frattempo, le IDF continuano a condurre operazioni nella Striscia di Gaza, colpendo obiettivi legati ad Hamas, compresi siti sotterranei, depositi di armi e altre infrastrutture. Le azioni militari sono parte degli sforzi israeliani per contrastare il terrorismo e proteggere la sicurezza del paese.

La lista nera di leader di Hamas stilata da Israele riflette la determinazione di neutralizzare figure chiave dell’organizzazione. Oltre a Yahya Sinwar, altri nomi di rilievo includono Ismail Haniyeh, capo supremo di Hamas, Mohammad Deif, il comandante militare noto come il “fantasma di Gaza”, Khaled Meshal, capo dell’ufficio politico del gruppo, e Marwan Issa, vicecapo delle Brigate al Qassam.

La sfida di bilanciare la sicurezza di Israele con la protezione degli ostaggi rappresenta un dilemma etico e strategico. Mentre le operazioni militari proseguono, si cerca di comprendere come Israele affronterà questo intricato scenario senza compromettere la vita degli innocenti usati come scudi umani.

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