Ogni giorno spariscono 164 bambini

La lotta contro il traffico di bambini: tecnologia, etica e privacy nella ricerca dei minori scomparsi in Cina.

La tragedia che colpisce migliaia di famiglie cinesi ogni anno ha un volto, o meglio, tanti volti di bambini scomparsi. Con il rapido sviluppo della tecnologia, il governo cinese si è rivolto all’intelligenza artificiale per risolvere il crescente problema dei rapimenti di minori. Tuttavia, l’uso massiccio di queste tecnologie solleva preoccupazioni legate all’etica e alla privacy.

problema dei bambini cinesi scomparsi
Ogni giorno scompaiono 164 bambini cinesi – ph. Ansafoto – Rationalinternational.net

 

La vicenda di Xie Qingshuai, rapito a soli dieci mesi, ha portato alla luce l’importanza dell’intelligenza artificiale nella ricerca di bambini scomparsi. Dopo un lungo calvario di 25 anni, i genitori hanno finalmente riabbracciato il figlio. Questo grazie a un algoritmo sviluppato dalla start-up di intelligenza artificiale Beijing DeepGlint Technology. Questo algoritmo, basato su un avanzato sistema di riconoscimento facciale, ha confrontato i volti delle persone di età diverse, aiutando a ristabilire il legame tra Qingshuai e i suoi genitori.

Le misure del governo

Il governo cinese, affrontando il crescente fenomeno del traffico di esseri umani, ha adottato misure drastiche. Con stime che indicano la scomparsa di tra i 10mila e i 60mila bambini cinesi ogni anno, il Consiglio di Stato ha approvato un piano decennale nel 2021 per contrastare questo lucrativo crimine. I trafficanti guadagnano fino a 4mila dollari per la vendita di un bambino e 2mila per una bambina, creando un incentivo economico significativo.

la polizia cinese si affida all'AI
La polizia in Cina ricorre all’intelligenza artificiale per risolvere il problema – ph. Ansafoto – Rationalinternational.net

 

Nonostante i successi nell’uso dell’IA, ci sono limiti evidenti. La scarsità di dati e le sfide etiche rendono difficile il pieno sfruttamento di queste tecnologie. Il governo cinese ha collaborato con le aziende di intelligenza artificiale, concedendo l’accesso ai database della polizia per addestrare al meglio i modelli. Tuttavia, l’efficacia del riconoscimento facciale solleva domande sulla privacy e sull’etica.

Il successo nella ricerca di bambini scomparsi ha scatenato un acceso dibattito in Cina. Mentre molti vedono con favore la collaborazione tra autorità e tecnologia, altri sollevano dubbi sulla violazione della privacy. Gli esperti mettono in guardia contro la possibile rivittimizzazione dei minori. Sottolineano il rischio di esposizione e utilizzo non autorizzato delle immagini dei volti dei bambini.

Il governo cinese, consapevole delle preoccupazioni sulla privacy, ha deciso di imporre limiti più stringenti sull’uso del riconoscimento facciale. La Cyberspace administration of China (Cac) ha annunciato norme che regolamentano l’uso di questa tecnologia, specificando scopi specifici strettamente necessari. La bozza della norma vieterebbe, ad esempio, l’uso del riconoscimento facciale in bagni, spogliatoi o camere d’albergo e imporrebbe limiti temporali alla conservazione delle immagini.

Il governo cinese si trova ora di fronte a un dilemma intricato: limitare l’uso del riconoscimento facciale per preservare la privacy e i dritti dei minori o permettere una maggiore efficacia nella ricerca dei bambini scomparsi. La sottolineatura della necessità di consenso per la scannerizzazione dei volti dei minori di 14 anni riflette l’equilibrio instabile tra la tutela dei diritti individuali e la lotta contro un crimine diffuso.

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