Palermo, il bambino chiamava il padre

Proseguono le indagini in merito alla misteriosa caduta avvenuta nel cuore di Palermo: il piccolo chiama ripetutamente suo padre.

I pezzi del puzzle cominciano ad incastrarsi, consentendo alle autorità di accedere ad un’immagine più ampia e dettagliata di quanto accaduto domenica 24 dicembre. Le feste natalizie, percepite da alcuni come momenti di gioia e condivisione famigliare, implicano in altrettanti casi il manifestarsi di nostalgia e profonda tristezza. In questo potrebbe risiedere la tragedia che ha visto coinvolto un docente universitario di 38 anni e suo figlio di 4, entrambi precipitati dal sesto piano del loro appartamento in via Ausonia, a Palermo.

La tragedia ha coinvolto padre e figlio
Vigili del fuoco e ambulanza sul posto – foto: YouTube Newss Flash1 – rationalinternational.net

L’uomo è morto poco dopo, mentre il piccolo è ricoverato nel reparto di rianimazione presso l’Ospedale Di Cristina. Cosciente sì, ma reduce dal violento impatto contro la tettoia del ristorante sottostante. Un braccio rotto, ferite al torace, all’addome e, nonostante tutto, la forza di chiamare a gran voce – ininterrottamente – suo padre. Il piccolo, solo un anno fa, aveva assistito al funerale di sua mamma. Ora si trova solo al mondo, sopravvissuto ad un volo fatale che – a detta di alcuni testimoni – è ben lontano da un semplice incidente. Le informazioni raccolte dalle autorità hanno dissolto la nebbia che avvolgeva le dinamiche della tragedia. E’ possibile che si trattasse di un gesto estremo studiato scientemente dal 38enne.

Un gesto estremo

La scomparsa prematura della madre del piccolo avrebbe gettato il docente universitario nello sconforto. Da quel momento il bambino avrebbe potuto godere esclusivamente delle cure di suo padre, responsabilità che gravava sulle sue spalle come un maestoso macigno. La perdita della propria compagna di vita si sarebbe rivelata fatale e questo avrebbe spinto il 38enne ad interrompere le sue sofferenze e quelle di suo figlio. Questa sarebbe la versione responsabile di aver confuso le autorità che, ad onor del vero, non credono più che si sia trattato di uno sfortunato incidente.

Appartamento in via Ausonia
Un gesto estremo – foto: YouTube Newss Flash1 – rationalinternational.net

Mentre alcuni testimoni sostengono di aver intravisto l’uomo afferrare la gamba del bambino, per poi perdere l’equilibrio e seguirlo nel vuoto, altri hanno spiegato di aver visto i due tenersi per mano in prossimità della grata del balcone e gettarsi a volo d’angelo. Un gesto estremo il cui motore risiederebbe nell’eccessivo carico di tormenti ed afflizione. “Durante le manovre del soccorso medico” – ha raccontato la dottoressa che si è occupata del sopravvissuto – “osservavo questo bellissimo bambino dagli occhi azzurri: piangeva e chiamava il padre, mentre questo giaceva agonizzante vicino a lui”. Un trauma che, con ogni probabilità, il piccolo porterà tatuato nel cuore per sempre.

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