Israele uccide anche in Siria

Il delitto compiuto da Israele è una grave offesa all’orgoglio dell’Iran, che ha giurato vendetta. Sayyed Razi Mousavi era una vera autorità.

Impossibile sottovalutare l’importanza strategica dei Guardiani della Rivoluzione, nel sistema istituzionale iraniano. Si tratta di una polizia ideologica, oltre che di un corpo armato composto da circa 210mila pasdaran, ripartiti in forze di terra, di cielo e della marina. A loro volta, guidano i basiji, ovvero milizie volontarie in cui si arruolano i più giovani. I Guardiani dipendono direttamente dalla guida spirituale, l’ayatollah, e hanno un ruolo ideologico che va oltre la funzione militare.

Israele uccide anche in Siria
La Siria è stata teatro di uno dei recenti attacchi della Turchia al Pkk – rationalinternational.net Ansafoto

Sayyed Razi Mousavi era un consigliere senior dei Guardiani, un generale, dunque una personalità fra le più considerate. Così, quando è stato ucciso da un missile israeliano mentre tornava a casa, in un quartiere della zona di Damasco, la tv iraniana ha sospeso le trasmissioni. L’ambasciatore a Damasco Hossein Akbari ha dichiarato che Sayyed Razi Mousavi, per le sue qualità diplomatiche, era stato assegnato all’ambasciata in Siria, Paese nel quale aveva svolto il ruolo di generale di brigata.

Missile contro un uomo simbolo della Rivoluzione

Soprattutto, Sayyed Razi Mousavi accompagnava spesso Qasem Soleimani, il capo della Forza Quds, la cosiddetta Brigata Santa, che è l’unità dei Guardiani della Rivoluzione che ha il compito di diffondere all’estero l’ideologia khomeinista. Nel 2020, Soleimani era stato ucciso da un drone su ordine dell’allora presidente americano Donald Trump, mentre si trovava in Iraq, all’aeroporto internazionale di Baghdad. Un’azione mirata e personalizzata, che aveva fatto temere lo scoppio di una guerra terribile.

Un delitto che fa sì che anche in questi giorni, nelle manifestazioni di Teheran a favore della Palestina, l’effigie del capo della Brigata Santa sia apparsa quattro anni dopo nei cortei come un segno d’identità nazionale e come vittima innocente da onorare e vendicare. Soleimani era tuttavia nel mirino dell’Onu e dell’Ue per aver violato alcune risoluzioni. Aveva infatti favorito oltre il consentito il programma nucleare iraniano, oltre a sostenere l’esportazione di armi.

Ennesima dichiarazione eclatante dell’Iran

L’assassinio di Mousavi, come hanno dichiarato i Guardiani della Rivoluzione, dovrà essere pagato a caro prezzo. Era responsabile dell’unità di supporto alla resistenza, in un ruolo chiave. Il presidente iraniano Ebrahim Raisi, nello stile classico della diplomazia iraniana, assertiva e reboante, ha quindi pronunciato affermazioni aggressive, indicando il chiaro rischio di un’escalation nei rapporti con Israele, già notoriamente pessimi, ai limiti della guerra, e con diversi episodi di scontro militare.

Israele uccide anche in Siria
L’Iran ha rafforzato il proprio arsenale con nuovi missili – rationalinternational.net Ansafoto

Dunque Tel Aviv, con quest’omicidio, avrebbe dimostrato tutta la propria debolezza, perché non si tratta d’altro che di un segno di frustrazione del regime sionista. Un gesto insomma vendicativo, compiuto da una potenza priva di lucidità, che attacca in modo scomposto, per quanto sanguinario. Vale la pena di ricordare che la grave crisi economica dell’Iran ha sinora impedito un’aggressività devastante.

Nello stesso tempo, in Siria è militarmente attiva anche la Turchia, che ha compiuto bombardamenti sia nel nord del Paese che nel Nord dell’Iraq. L’obiettivo erano, ancora una volta, gli uomini del Pkk, considerati terroristi da Ankara. Il ministero della Difesa, in un comunicato, ha informato di aver eliminato almeno 26 terroristi. C’erano stati tra venerdì e sabato alcuni scontri con i miliziani del Pkk nel Nord dell’Iraq, ed erano morti per questo 12 soldati turchi.

 

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