La guerra a Gaza fa chiudere Suez

Il conflitto israelopalestinese si allarga e coinvolge le potenze alleate come un effetto domino. Il canale di Suez apre il fuoco.

Mentre la guerra infuria sulla Striscia di Gaza, gli alleati di Hamas cercano giustizia estendendosi oltre il confine palestinese. Nelle ultime settimane diverse navi hanno subito attacchi e rappresaglie da parte dei ribelli di Houthi, che da decenni tentano di dominare il territorio yemenita. In particolare diverse società energetiche – tra cui la British Petroleum – si sono viste costrette a modificare la tratta, allungando inevitabilmente il percorso verso Capo di Buona Speranza. Dieci giorni di viaggio in più ed un conseguente maggiore investimento di denaro.

Ribelle Houthi pronto ad attaccare
Ribelle Houthi pronto ad attaccare una nave israeliana – foto. ansa – rationalinternational.net

Laddove dovessero verificarsi nuovamente problematicità di questo tipo – le quali contemplerebbero una conseguente difficoltà nel trasporto di gas e petrolio – è altamente probabile che il prezzo delle fonti si alzi esponenzialmente in poco più di una settimana. Attualmente circa il 21,5% del petrolio raffinato ed oltre il 13% di quello grezzo viene trasferito in Europa passando per il Canale di Suez. Il 15% delle merci importate da Medioriente, Nord Africa ed Europa contempla un tragitto via mare. L’eventuale blocco dei sistemi di comunicazione sul Mar Rosso potrebbe implicare un crollo dell’economia ed un incremento incontrollato dei costi.

Suez in mano ai ribelli

Sulla scia della British Petroleum, alcune delle più importanti compagnie di navigazione hanno deciso di interrompere le tratte nel Mar Rosso. La Cosco, Oocl ed Evergreen Marine rifiutano di assumersi la responsabilità di un rischio di tale portata, che implicherebbe l’inevitabile coinvolgimento del personale di bordo. Gli Houthi dominano così il Canale di Suez, irrompendo sulle unità navali alleate di Israele. Qualunque nave porti con orgoglio la bandiera ebraica rischia ripercussioni da parte degli alleati yemeniti di Hamas.

Evergreen Marine interrompe le tratte
Evergreen Marine interrompe le tratte che percorrono il Mar Rosso – foto: ansa – rationalinternational.net

Venerdì 15 dicembre tre navi sono state attaccate, di cui una di proprietà della Mediterranean Shipping Company, prima compagnia di gestione di linee cargo a livello mondiale. La PALATIUM III in particolare è ormai inutilizzabile. Di fronte ad una minaccia così invadente, i paesi del G7 stanno pensando di inviare una flotta militare nel canale di Suez per contrastare l’azione dei ribelli. Si tratta tuttavia di un’operazione che prevede una problematicità non indifferente: gran parte degli attacchi alle navi derivano dal lancio di droni, imprevedibili e difficilmente identificabili. Contrastare gli Houthi potrebbe rivelarsi più complicato di quanto previsto.

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