Kiev pensa ad un’altra controffensiva

La pace è lontana e l’Ucraina, rassegnata, si prepara ad una seconda controffensiva. Nel frattempo governo e comandi militari fanno a pugni.

L’esercito ucraino si sta preparando per una seconda controffensiva, prevista per l’imminente 2024. Per quanto il gigante americano abbia negato l’invio di un ulteriore pacchetto di aiuti, è importante sottolineare che la Nazione non abbia ancora sfruttato a pieno quanto ricevuto nei mesi precedenti. Nell’operazione dell’estate corrente le forze armate hanno utilizzato solo 50 dei carri armati Leopard I inviati dalla Germania il 5% dei sistemi bellici forniti dalle principali potenze occidentali.

Kiev si prepara ad una controffensiva
Kiev e la seconda controffensiva – foto: ansa – rationalinternational.net

Nel frattempo tredici Paesi si stanno occupando dell’addestramento dei piloti destinati agli aerei di combattimento di Kiev, per non parlare poi dell’imminente consegna di circa sessanta caccia F-16 da parte della Danimarca e dei Paesi Bassi. Norvegia e Belgio si accoderanno con un numero di unità militari ancora da stabilire. Per concludere, entro il 2025, dovrebbero arrivare ulteriori velivoli da guerra, accompagnati da personale di manutenzione competente. In sostanza, per quanto l’Ucraina sia data ormai per spacciata, sembra non sia ancora detta l’ultima parola. Il tallone di Achille di Volodymyr Zelensky rimangono i comandi militari. O meglio, il loro scetticismo.

Governo e comandi militari fanno a pugni

Il punto debole di Volodymyr Zelensky risiede nella scarsa fiducia riposta in lui dai comandi militari. In particolare si recrimina al leader ucraino l’eccessiva invadenza manifestata in relazione alle strategie militari attuate dall’esercito. Il Capo di Stato, per quanto legittima figura dominante, non possiede il bagaglio di esperienze e conoscenze militari necessarie per stabilire come e quando attaccare il fronte russo. Il capo di Stato Maggiore, Valeriy Zaluzhnyi ha esplicato la sua posizione portando ad esempio la riconquista di Bakhmut.

Zaluzhnyi non è soddisfatto del presidente
Zaluzhnyi ad un passo dalla ribellione, non è soddisfatto – foto: ansa – rationalinternational.net

Quest’ultimo tentò di persuadere Zelensky nella sua determinazione, senza tuttavia ottenere il suo appoggio. Il tentativo di occupazione del territorio si rivelò fallimentare. Inoltre, una fonte fidata di Zaluzhnyi avrebbe sostenuto che il leader ucraino abbia organizzato un canale di comunicazione separato con alcuni degli alti ufficiali. Un’indiscrezione, questa, che di fatto confermerebbe il deterioramento dei rapporti tra il governo e i principali comandi chiamati sul campo. Si tratta di un fattore di massima importanza: una nazione, per vincere un conflitto, necessita della massima collaborazione tra politici ed esercito. Nel momento in cui tale rapporto di reciproca fiducia viene meno, l’intero sistema si indebolisce di conseguenza.

 

 

 

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