Inverno e Stati Uniti gelano Kiev

La stagione fredda e le indecisioni al Congresso degli Stati Uniti non fanno bene a Kiev. Ora l’Ucraina è in difficoltà

Non sarà un inverno facile per l’Ucraina. La controffensiva si è ufficialmente fermata e l’esercito di Kiev non è riuscito, forse come sperava, a far collassare i soldati russi.

Inverno e Stati Uniti gelano Kiev
Non si mettono bene le cose per Kiev (ansa) – Rationalinternational.net

A peggiorare le cose è il fatto che Mosca pare intenzionata ad approfittare di questo stallo per poter condurre ancora delle operazioni militari ad Avdiivka, con un costo umano non indifferente. Ma forse la cosa più complessa e preoccupante è l’indecisione degli alleati di Kiev. Non un bel momento, quindi, che potrebbe rendere ancora più freddo e lungo l’inverno ucraino.

Zelensky in difficoltà

Sono tre i livelli su cui le difficoltà ucraine sembrano essere alimentate in maniera pericolosa. Dal punto di vista militare la situazione non è critica come nel momento dello scoppio della guerra, ma per Kiev si fa davvero difficile. La controffensiva era partita con ambizioni ben più ampie, ma in effetti il fronte non è stato spinto così a Est come forse ci si aspettava. Non solo, la Russia sembra aver ripreso coraggio e ora sta spingendo per poter riguadagnare terreno, mettendo in seria difficoltà l’esercito ucraino.

Inverno e Stati Uniti gelano Kiev
Ci sono numerosi problemi per Zelensky (ansa) – Rationalinternational.net

Non ci sono buone notizie nemmeno dagli Stati Uniti. Lo storico – e probabilmente più importante – alleato di Kiev non sembra essere così convinto nel voler continuare con gli sforzi draconiani intrapresi in questi ultimi due anni di  conflitto. Certo, Biden appoggia in maniera piuttosto considerevole e convinta le cause di Kiev, ma il partito repubblicano si oppone. Al Congresso americano sono bloccati ben 61 miliardi di aiuti economici e militari per l’Ucraina, proprio a causa dell’opposizione del partito di Trump. Tuttavia, la situazione potrebbe sbloccarsi se Biden accettasse la riforma dell’immigrazione sostenuta dai repubblicani.

L’ultimo livello è ovviamente quello Europeo. Territorialmente e politicamente, per Kiev è fondamentale avere il benestare dell’Ue, con cui confina. Ma i Paesi dell’Unione, come ha dimostrato lo scherzo telefonico di due youtuber russi nei confronti del primo Ministro Giorgia Meloni, sembrano essere stanchi della guerra. Negli ultimi mesi i sostegni economici e militari sono diminuiti in maniera sostanziale. Un altro nodo da sciogliere per Zelensky – sempre più in difficoltà – sarà quello dell’ingresso dell’Ucraina in Unione Europea. Attualmente tutti i Paesi dell’Unione sembrano essere d’accordo con l’ingresso di Kiev, ma a questa decisione viene contrapposto il veto ungherese di Viktor Orban. Anche in questo caso sarà la politica l’arma da utilizzare per arrivare ad un accordo. Ma questo vuol dire che per Zelensky e l’Ucraina l’inverno si rivelerà particolarmente lungo.

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