In Germania non puoi difendere Gaza

Il concetto di democrazia dovrebbe prevedere la libertà di parola, senza che ciò presupponga ripercussioni. In Germania, non vale.

Il conflitto russo-ucraino non implicò lo sviluppo di uno spartiacque. Le principali potenze, così come i cittadini, sapevano esattamente a favore di chi schierarsi. La medesima chiarezza non può essere associata tuttavia al conflitto israelopalestinese. In questo caso abbiamo di fronte una tragedia umanitaria, combattuta sulla base di principi legati alla supremazia geopolitica. Palestinesi e israeliani reincarnano la figura di due coinquilini, costretti nella stessa abitazione da un soggetto esterno, ma assolutamente incompatibili sotto ogni punto di vista.

Gaza indifendibile
Nessuno può difendere Gaza – foto: ansa – rationalinternational.net

In questo caso, lo spartiacque si è formato eccome e le due fazioni si trovano attualmente in lotta. Chi difende i palestinesi – i civili si intende, non certo i terroristi di Hamas – viene tacciato di antisemitismo, mentre chi sostiene la causa israeliana viene percepito come un guerrafondaio. Una cosa è certa: formalmente le potenze occidentali sono schierate a favore della popolazione ebraica, per cui la difesa dei “rivali” diviene motore di discussioni e accesi dibattiti. Contro ogni presupposto democratico, i sostenitori di Gaza vengono deliberatamente isolati. Questo è ciò che è accaduto all’autrice e giornalista Masha Gessen.

Masha Gessen nella bufera

“Gaza è stata un compound iper-densamente popolato, impoverito, chiuso da mura”il pensiero di Masha Gessen“In altre parole, un ghetto. La scrittrice ed attivista paragona poi il dominio israeliano sul territorio alla dittatura nazista vigente in Germania, sostenendo che non vi sia alcuna differenza tra il trattamento riservato agli ebrei negli anni ’40 rispetto ai palestinesi in età contemporanea. Una posizione forte, comune a molti in realtà, ma che tuttavia ha prodotto indignazione e sgomento. Masha Gessen avrebbe dovuto ricevere il premio per il Pensiero politico Hanna-Arendt presso il Senato di Brema, se non fosse che la cerimonia è stata annullata all’ultimo minuto.

Masha Gessen perde il premio
Gessen rischia il riconoscimento intellettuale: ha difeso Gaza – credit: Instagram @albertinebooks – rationalinternational.net

La fondazione Heinrich Boll – affiliata al Partito Verde tedesco – si è ritirata in segno di protesta, rifiutandosi di consegnare alla scrittrice il meritato riconoscimento. L’evento dunque, reduce inoltre dalla polemica esposta dalla Società tedesco-israeliana Dig, è stata rimandata. Ed ecco dunque che il concetto di democrazia vacilla, una condizione che dovrebbe prevedere la libertà di parola senza ripercussioni, ma che tuttavia viene considerata solo laddove l’individuo segua la linea generale del paese di appartenenza. “Gessen riferisce di giochi di potere e tendenze totalitarie” – le ragioni per le quali le è stato assegnato il premio – “nonché di disobbedienza civile e amore per la libertà”, principi che si pagano evidentemente a caro prezzo.

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