Gaza, se morire è una fortuna

Quando la sopravvivenza si trasforma in una condanna e la morte diviene una benedizione. Il collasso di una civiltà.

Un massacro consumato in poche settimane. Il tempo inquieta ancor più delle bombe e dei carri armati. Le commissione internazionale esorta Benjamin Netanyahu al dialogo, un’opzione che il leader israeliano rifiuta categoricamente. E in merito agli ostaggi, il primo motore dello scoppio del conflitto, il governo ha chiarito: “Non possiamo salvarli tutti”. Un sacrificio che è disposto ad accettare, pur di proseguire indisturbato e indomito con l’operazione militare sul territorio di Gaza. Le immagini dei soldati palestinesi, tra cui operavano giornalisti e reporter, denudati e derisi dalle forze armate israeliane hanno fatto il giro del mondo.

La morte come benedizione a Gaza
La morte a Gaza diventa una benedizione – foto: ansa – rationalinternational.net

“Non credo che qualsiasi cosa io dica possa cambiare la situazione” – le parole della dottoressa Ruba, operatrice sanitaria nella Striscia – “Il mio unico messaggio è che i palestinesi hanno diritto di essere trattati come esseri umani”. Il numero delle vittime aumenta giorno dopo giorno, cifra che la popolazione globale comprende a fatica. Parliamo di oltre 17mila persone che hanno incontrato il buio prematuramente, bambini che non potranno mai crescere, uomini e donne ai quali non è stato permesso di invecchiare. Migliaia di loro, per 1.400 israeliani. Una causa che ha perso di significato da molto tempo.

La morte, una benedizione

“Sto perdendo la speranza” – le parole della dottoressa Ruba – “quelli che sono morti nei primi giorni sono stati molto fortunati”. Medici senza frontiere ha diffuso l’intervista dell’operatrice sanitaria, attiva sul territorio di Gaza. Quest’ultima ha spiegato come la popolazione palestinese fatichi a sopravvivere, privata di un rifugio sicuro ed inaccessibile alle forze armate israeliane. I civili sono ammassati a sud del territorio, un luogo sul quale l’esercito garantì in origine la massima sicurezza. Eppure i missili non hanno mai smesso di scagliarsi sui loro corpi indifesi.

I missili colpiscono Gaza
I palestinesi continuano a morire – foto: ansa – rationalinternational.net

“Prendono di mira tutti” – continua Ruba – “Nessuno è al sicuro”. La dottoressa ha raccontato di aver visitato una bambina gravemente ferita, sulla quale è stato applicato un fissatore esterno per impedire che morisse dissanguata. La piccola ha sofferto, dovendosi sottoporre ad un intervento senza anestesia o antidolorifici. “Nella maggior parte dei rifugi per sfollati le persone cominciano ad avere malattie” – i palestinesi sono di fatto costretti a consumare cibo contaminato ed acqua sporca per non morire di fame. “Vedo la mia gente morire e non posso fare nulla” la disperazione dell’operatrice – “Questo mondo non è giusto”.

Gestione cookie