Joe fa il furbo con l’Ucraina

Il Presidente degli Stati Uniti non riesce a garantire i fondi militari per l’Ucraina. Ma forse la colpa non è solo dei repubblicani

A tenere banco sulla questione della guerra in Ucraina negli ultimi giorni non è tanto la fine – insoddisfacente – della controffensiva di Kiev.

Joe fa il furbo con l'Ucraina
Il Presidente degli Stati Uniti potrebbe avere un piano in testa (Ansa) – Rationalinternational.net

A preoccupare maggiormente i vertici ucraini è il fatto che gli Stati Uniti non sembrano così “entusiasti” di voler continuare a sostenere l’esercito di Kiev. La narrazione della Casa Bianca sembra essere quella di un’impossibilità da parte del governo di stanziare i miliardi previsti per via dell’ostruzionismo da parte del partito repubblicano. Tuttavia c’è chi pensa che Biden stia facendo il furbo.

Forse non è solo colpa dei repubblicani

Negli ultimi mesi il sostegno americano a Kiev è stato messo in dubbio più volte dalla stampa e dagli analisti. Una tesi che vede la conferma anche da parte dei dati, come quelli raccolti dagli istituti tedeschi che registrano le informazioni relative alla guerra in Ucraina. Le risorse militari stanziate dagli Stati Uniti a supporto di Kiev sono sempre meno e questo si riflette anche sulle capacità dell’Ucraina di resistere al nemico. Attualmente i fondi stanziati dagli Stati Uniti – circa 61 miliardi di euro – sono bloccati al Congresso.

Joe fa il furbo con l'Ucraina
Ci sarebbero ben altri problemi (ansa) – Rationalinternational.net

Attualmente il motivo per cui le risorse considerate vitali per l’Ucraina sono ferme al Congresso Usa riguarda l’ostruzionismo del partito repubblicano. In effetti la Camera, a guida repubblicana, non sembra essere intenzionata a dare il via libera ad altri soldi per sostenere l’Ucraina, preferendo stanziare nuovi fondi per Israele. Ma l’ostruzionismo dei repubblicani potrebbe non essere una notizia così negativa da parte di Biden, anzi. Secondo alcuni, infatti, il presidente starebbe vedendo con favore questa incertezza da parte del Congresso.

Alla base di questa posizione ci sarebbero numerosi dissidi tra Washington e Kiev, in particolare con l’attuale amministrazione Zelensky. Non sarebbero un caso, infatti, le recenti uscite – molto polemiche – di Petro Poroshenko, ex presidente ucraino e Vitali Klitschko, attuale sindaco di Kiev. Entrambi non hanno avuto parole positive per l’attuale presidente ucraino. Alla base delle polemiche ci sarebbe la decisione di posticipare a tempo indeterminato le prossime elezioni presidenziali, a causa dell’impossibilità l’anno prossimo per via della guerra. Ma non solo, Klitschko, ha criticato fortemente anche la preparazione, considerata scarsa, di Zelensky in vista della guerra. Sia Poroshenko che Klitschko sono alleati degli Usa da ben prima dello scoppio della guerra.

La presa di distanza dei due uomini chiave in Ucraina – sommata alle critiche di Zaluzny – potrebbe infatti nascondere dinamiche politiche non note, ma attivissime in questi giorni. Sarà quindi importante vedere che cosa succederà alla fine dell’anno, quando il Congresso dovrà decidere in maniera definitiva se approvare o meno i fondi. A quel punto tutti dovranno mettere le proprie carte in tavola.

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