Kiev, disertori e morti. E’ un incubo

La diserzione in Ucraina è ormai diventata un chiaro fenomeno di massa, che squarcia le statistiche e impone serie domande di carattere etico.

Con quale diritto uno Stato, benché la sua classe dirigente sia stata eletta direttamente, può pretendere che i cittadini siano disposti a sacrificare la loro vita per la patria in una guerra palesemente impari? Sin dall’inizio dell’invasione del 24 febbraio 2022, la preponderanza delle forze armate russe è stata evidente. Allo stesso modo, è subito stato palese che nessun alleato avrebbe mandato i propri soldati a combattere.

Kiev, disertori e morti. E' un incubo
Ferito a Bakmuth, un soldato ucraino viene operato d’urgenza – rationalinternational.net Ansafoto

E mai l’Ucraina ha dato la sensazione di recuperare terreno, sino a ristabilire i confini del ’91, Crimea compresa, come il presidente Zelensky ha ripetuto infinite volte. Secondo l’inchiesta della Bbc, 200mila uomini hanno lasciato armi e uniformi e hanno abbandonato il loro Paese, preferendo vivere da stranieri anziché morire da eroi in una guerra senza speranze di vittoria. Il sistema è parso loro impazzito, teso con tutte le proprie forze a scontrarsi contro la logica.

Le statistiche insegnano che gli uomini non vogliono morire

Molti hanno guadato un fiume o sono scappati, alla prima occasione utile, di notte. In 20mila sono andati in uno Stato confinante, in Romania, Moldavia, Polonia, Ungheria o Slovacchia tra il febbraio del ’22 e la fine di agosto del ’23. Altri 21mila non ce l’hanno fatta e sono stati catturati dalla polizia o dall’esercito e probabilmente mandati al fronte. Fughe a piedi, a nuoto, oppure attraverso gli uffici ucraini, protetti da false esenzioni mediche. In molti sono figurati malati o padri di tre figli o più, che senza di loro non avrebbero potuto sostentarsi. Dall’inizio della guerra, le esenzioni dal servizio militare sono decuplicate.

Kiev, disertori e morti. E' un incubo
Fine novembre, una delle case di Kiev colpite dai droni russi a fine novembre – rationalinternational.net

Ma è vera corruzione questa, come dichiarato da Zelensky, sull’onda di una propaganda bellicista più che millenaria? Oppure è umanità? Il presidente ucraino ha fatto indagare trenta persone per corruzione, colpendo le commissioni regionali medico-militari incaricate della coscrizione. Nella sola Germania, dopo un mese di guerra, sono arrivati 163mila cittadini ucraini maschi in grado di combattere, quindi “normodotati”, secondo i dati del ministero degli Interni. L’Ucraina, fatti i conti, ha 500mila soldati e 200mila disertori!

Fuga di massa per non essere sacrificati inutilmente

In Polonia, ugualmente, sono entrati in 80mila, secondo l’inchiesta del quotidiano Rzeczpospolita. La popolazione ucraina nel 2021 era di 45 milioni di persone, di cui due milioni e 400mila maschi fra i 20 e i 30 anni. Valeva così poco la loro vita e la loro capacità di lavorare in modo utile alla comunità, da dover essere spenta brutalmente da una pallottola o un missile?

Kiev, disertori e morti. E' un incubo
Ferito a Bakmuth, un soldato ucraino viene trasportato in barella – rationalinternational.net Ansafoto

 

Non possono essere considerati dati isolati né casuali, se la statistica ha un senso, e se soprattutto l’agire umano è sempre dettato da motivazioni e da scelte. Hanno preferito figurare come studenti o come finti caregiver, persone dedite all’assistenza di un anziano o un disabile. Hanno scelto di pagare oltre 4mila euro in nero ai passeur, che gestiscono al confine il contrabbando o il traffico di “clandestini”.

Sono davvero eroi i caduti costretti a morire in prima linea?

I poveri, i meno potenti, privi di familiari o amici influenti, solo loro vanno al fronte oppure sono stigmatizzati come disertori, condannati a multe pesanti e fino a otto anni di prigione. I figli dei capi militari o politici no, non sono contrassegnati dal marchio infamante della diserzione: hanno invece il diritto dalla loro parte.

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Un soldato ucraino fuma, in trincea, nella zona di Zaporizhzhia – rationalinternational.net Ansafoto

Allora perché morire? L’Ucraina non ha potuto, come inevitabile, viste le dimensioni dello Stato, formare un esercito equivalente a quello russo. Il Cremlino investe fiumi di denaro nelle forze armate ed è infatti in guerra da più di vent’anni, ovvero da quando Vladimir Putin è asceso alla massima carica dello Stato. Alla mancanza di armi, occorre veramente sopperire con l’eroismo dei soldati? Inoltre, disponeva l’Ucraina di strategie belliche così efficaci da poter mettere in difficoltà la Russia?

Forzati a combattere in una guerra palesemente impari

Dall’altra parte del confine, Mosca ha potuto contare su una quarantina di compagnie militari private, armate fino ai denti, oltre che su un esercito tra i meglio equipaggiati e organizzati del mondo. La federazione conta su 145 milioni di abitanti. Il potere dello zar è stabile grazie alla consolidata fedeltà delle forze armate.

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Esumazione di vittime civili torturate e seppellite dai russi nel Donbass – rationalinternational.net Ansafoto

Oltretutto, i cittadini ucraini soltanto da pochi anni si sono ritrovati la Russia come nemico. Per loro, il popolo russo è stato per secoli un popolo fratello, benché le classi dirigenti dei due Paesi siano state decisamente ostili fra loro, soprattutto dalla fine del Novecento. Certo l’Holodomor stalinista fa ancora piangere le famiglie ucraine, ma tocca alle armi la risposta, dopo un secolo?

Tornano gli spettri delle peggiori strategie occidentali

I dubbi sono dunque gravi e ben fondati. Anche nella storia europea si constatano momenti storici simili. La prima guerra mondiale, certo assai differente, ha attuato strategie militari molto criticate, anzi spesso condannate dall’opinione pubblica. Eppure il sinistro modello del generale Luigi Cadorna, classe 1850, torna a profilarsi sul destino dei coscritti ucraini. Dovevano proprio morire per la patria, quei 200mila uomini ucraini?

C’è un dio della guerra che ha sete di sangue. Occorrono ancora sacrifici umani da offrire a un moralismo bieco, ampiamente condannato dall’opinione pubblica. L’utilità di quelle morti, infatti, non è così evidente. Gli errori strategici di uno Stato che non ha saputo né prevenire ed evitare una guerra mostruosa vengono pagati da uomini del tutto incolpevoli.

Il dato più ricorrente è di mezzo milione tra morti e feriti, sommando russi e ucraini. Il risultato è che al fronte stanno aumentando le donne soldato, e che le campagne d’arruolamento si fanno sempre più brutali. Nel frattempo, i commentatori occidentali svolgono negli studi televisivi argomentazioni sofisticate per giustificare i massacri. Sarebbero questi i valori dell’Occidente?

 

 

 

 

 

 

 

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