Vinco e per voi sono guai, dice Trump

Trump: insulti, minacce di rappresaglia verso i suoi nemici e il rilancio di teorie complottiste che riguardano i suoi avversari

Nelle ultime ventiquattr’ore Donald Trump ha trascorso la maggior parte del suo tempo inviando messaggi infiammati sul suo profilo social, Truth.

I messaggi di Donald Trump
Donald Trump: messaggi infiammati e minacce contro i suoi nemici (www.ansa.it)

Martedì sera alle 23,13 il tycoon ha promesso di “farla pagare” alla rete americana Msnbc per le critiche rivolte ai Repubblicani e di avviare un’indagine sulla compagnia madre del network, Comcast, se verrà eletto presidente degli Stati Uniti. Scopriamo nel dettaglio cosa sarebbe accaduto.

Insulti e minacce agli avversari, Trump ne ha per tutti

Nella notte tra martedì e mercoledì Donald Trump ha promesso di togliere il piano di assistenza sanitaria di Barack Obama, commentando con un “L’Obamacare fa schifo!!!”. Poi ha accusato la scrittrice E. Jean Carroll di aver fabbricato false accuse sessuali nei suoi confronti, nonostante Trump sia stato sanzionato per aver insultato la donna che lo ha accusato di essere stata abusata nel camerino di un grande magazzino di Manhattan, negli anni ’90. Circa otto ore dopo, la mattina di mercoledì, Trump ha dichiarato che le sue incriminazioni – è stato incriminato da quattro procure, in più è sotto processo con l’accusa di frode finanziaria – apriranno un “grosso e pericoloso Vaso di Pandora”, dopo aver sostenuto che, se eletto presidente, il tycoon userà il dipartimento di Giustizia per perseguire i suoi avversari.

Le dichiarazioni di Trump
Trumo: le sue dichiarazioni non risparmiano nessuno e lasciano tutti senza parole (www.ansa.it)

Poi ha attaccato una delle sue sfidanti alle primarie repubblicane, si tratterebbe dell’ex ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite Nikki Halei, definita un “cervello di gallina troppo debole”, dopo che la candidata ha ricevuto l’endorsement del gruppo Kock, fondato dai miliardari Charles e David Kock. Trump ha inoltre postato un link che rimandava a una teoria complottista anti-musulmana con un’immagine photoshoppata del governatore della Florida Ron DeSantis, un altro dei suoi avversari alle primarie, con indosso scritte di Hamas.

“Nel pomeriggio, il tycoon si è vantato di “aver fatto per i neri più di ogni altro presidente al mondo“, incluso Abraham Lincoln, poi ha preso di mira la moglie del giudice di New York Arthur Engoron, che presiede il processo civile in cui Trump è imputato, sostenendo che la donna avrebbe criticato lui e la sua famiglia sui social. La moglie del giudice ha negato di aver mai scritto post, spiegando di non avere neanche un suo account sui social network.

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