Gaza torna a respirare, per poco

Ci sono buone notizie per i cittadini di Gaza. Nono solo tregua e liberazione degli ostaggi: ecco perché Gaza torna a respirare

Sono passati ormai 50 giorni dal primo razzo partito nella regione Medio Orientale della Galilea e che ha determinato l’inizio della guerra tra Israele e Hamas.

Incidente al confine, non era la Jihād
Gaza può tornare a respirare per un po’ (ansa) – Rationalinternational.it

Da quel giorno i cannoni non hanno smesso di sparare e l’elenco dei morti tra i civili è aumentato sempre di più. Una guerra al massacro che ha lasciato senza parole milioni di persone in tutto il mondo e che ora, dopo quasi due mesi di combattimento, vede finalmente uno spiraglio di luce. I cittadini di Gaza, infatti, possono respirare ancora un po’.

Tra un inferno ed un altro

Grazie all’attesissimo arrivo degli aiuti umanitari da parte delle organizzazioni che operano in città, a Gaza si torna a respirare, anche solo per un po’. I nuovi aiuti alimentari e sociali verranno distribuiti a gran parte dei rifugiati che sono scappati dalla zona nord di Gaza, per sfuggire alle bombe di entrambe le fazioni. Secondo quanto riferito dalle autorità egiziane, sarebbero circa 200 i camion entrati all’interno della Striscia di Gaza. Rifornimenti di acqua, cibo, carburante e medicinali: fondamentali per la sopravvivenza degli sfollati.

Gaza può tornare a respirare
Rifornimenti umanitari in arrivo a Gaza (Ansa) – Rationalinternational.net

La prima tranche di aiuti verrà smistata nei magazzini dell’Unrwa – l’agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi – per poi andare agli ulteriori centri di smistamento cittadini. Ma nuovi rifornimenti verranno consegnati anche presso l’ospedale e rifugi nati a seguito dell’inizio della guerra. Le informazioni relative ai rifornimenti umanitari per la città di Gaza arrivano frammentate e spesso confuse. Su 100 camion previsti per rifornire la città di Gaza solo 3 sarebbero stati fatti passare dall’esercito israeliano che ormai controlla la città, dopo averla circondata. Si spera che i militari lascino passare il resto dei rifornimenti già a partire dalle prossime ore.

Ad ogni modo, si tratta di aiuti necessari ma non sufficienti per soddisfare ampiamente le necessità dei cittadini. Secondo i funzionari Onu, infatti, a partire dall’inizio della guerra solo il 5% del fabbisogno relativo a tutti i settori di Gaza è stato fatto arrivare in città. Numeri che rendono l’idea di come la situazione sia ancora molto difficile. Tuttavia, il recente accordo tra Israele e Hamas (mediato dal Qatar) fa ben sperare in una tregua più lunga degli ormai famosi 4 giorni di cessate il fuoco concordati. Anche gli Stati Uniti stanno spingendo verso questa direzione e non è detto che i cittadini palestinesi possano avere la possibilità di respirare ancora più a lungo.

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