Biden porta cattive notizie a Israele

Mentre la guerra continua ancora, gli Stati Uniti hanno preso una decisione che potrebbe cambiare tutto: basta assegni ad Israele

Si alimentano le nuove tensioni in Medio Oriente, tra tregue fragilissime e prospettive di guerra promesse. Ma ora a prendere parola sono gli Stati Uniti.

Biden porta cattive notizie a Israele
Non ci sono buone notizie per Tel Aviv (Ansa) – rationalinternational.net

Joe Biden ha infatti deciso di essere più presente nella coordinazione e comunicazione con Tel Aviv a proposito del conflitto nella Striscia. Il Presidente degli Stati Uniti vuole essere ascoltato maggiormente da Netanyahu, trascinato anche dal suo partito, sembra voler dire “Basta assegni ad Israele“.

Meno risorse se i morti civili sono troppi

Avevamo già parlato di come Joe Biden avesse espressamente chiesto a Netanyahu di limitare il più possibile l’uccisione di cittadini palestinesi inermi a causa dei bombardamenti. Tuttavia, l’impegno di Israele, almeno nella concretezza, si è rivelato insufficiente. Ecco che, quindi, Biden avrebbe deciso di supportare e dare azioni alle molteplici voci all’interno del suo partito. “Basta assegni in bianco ad Israele” ha scritto Bernie Sanders in un editoriale sul New York TImes pochi giorni fa. Un approccio che sembra voler essere sposato in pieno da Biden, che ha comunque bisogno di mantenere la sua tenuta nel Senato.

Biden porta cattive notizie a Israele
Non verranno inviate più risorse a Gaza se si continua ad uccidere civili (Ansa) – Rationalinternational.net

Non si tratta di una richiesta, quella di centellinare i fondi e condizionarli, della sola ala “veterana” del Partito Democratico americano. Anche la fascia più giovane del partito, infatti, ha iniziato ad aumentare il suo dissenso per un appoggio incondizionato ad Israele. Dunque il presidente si trova in mezzo ai due fuochi: uno repubblicano e un altro all’interno del suo partito. A questo punto Biden avrebbe ulteriormente chiesto a Netanyahu di ridurre al minimo le vittime civili tra la popolazione palestinese. Pena la rinuncia a massici fondi e risorse economiche che permetterebbero all’esercito di Tel Aviv di acquistare nuove armi e recuperare le munizioni spese.

Al momento, dunque, gli Stati Uniti non sembrano essere intenzionati a dare i loro “sì” incondizionato alle richieste israeliane. A complicare le cose ci sono anche le varie situazioni di numerosi ostaggi, in particolare di quelli di cittadinanza americana. Tre ostaggi Usa, Abigail Ednan (4 anni) e le due donne, non sono state ancora liberate. Gli Stati Uniti avevano chiesto che fossero inserite nel primo gruppo dei 50 ostaggi liberati da Hamas, ma non è andata così. Biden ha infatti dovuto ammettere che in questo momento non è affatto possibile sapere se questi ostaggi saranno effettivamente rilasciati.

Gestione cookie