15 mila morti a Bibì possono bastare

La strage dei civili in un ottica di tregua che sembra aver convinto finalmente gli attori in campo a Gaza

La guerra in Medio Oriente va avanti da quasi due mesi. Il periodo di combattimenti continua con violenza, ma da alcuni giorni si è aperto un o spiraglio di speranza.

15 mila morti a Bibì possono bastare
Il numero di morti a Gaza è impressionante (Ansa) – Rationalinternational.net

L’accordo tra Israele e Hamas – mediato dal Qatar – ha aperto le porte ad una tregua che si chiedeva da tempo. Una pausa da una guerra sanguinosa che ha prodotto un numero tristemente alto di morti. Secondo i funzionari palestinesi ci sarebbero circa 15mila caduti sul campo di battaglia e questo avrebbe spinto Netanyahu a concedere una pausa.

“La guerra finirà presto”

Dopo quasi un mese e mezzo di trattative si è finalmente arrivati ad un’attesissima tregua che proseguirà per almeno quattro giorni. L’accordo è quello di lasciare andare 50 ostaggi israeliani nelle mani di Hamas, in cambio di 150 prigionieri palestinesi e 4 giorni di tregua. Una buona notizia che avviene però in un contesto di sangue che non verrà dimenticato facilmente. “Israele ha bevuto abbastanza del nostro sangue” ha riferito Qaddura Farese, presidente della commissione per gli Affari dei prigionieri palestinesi. Intervistato da Ansa si è espresso su quella che è l’attuale situazione di tregua e commenta i possibili scenari futuri.

15 mila morti a Bibì possono bastare
La tregua ha dato spazio a prospettive future per la Striscia di Gaza (Ansa) – Rationalinternational.net

Secondo Fares, ai primi quattro giorni di tregua seguiranno poi ulteriori fasi in cui ci si potrebbe accordare ancora. “Verranno rilasciati tutti gli ostaggi in maniera graduale”. Secondo il funzionario palestinese, infatti, con l’accordo appena stipulato si è creato un precedente importante che verrà richiesto ancora dalle famiglie israeliane deli ostaggi che sono ancora a Gaza. “Dopo quindicimila morti Netanyahu a iniziato ad ascoltare“. Per Fares i motivi per cui si è arrivati ad un convincimento del governo di Tel Aviv sono tre. Il primo riguarda le pressioni dei familiari degli ostaggi, ma hanno influito positivamente anche i tentativi della politica americana e “gli insuccessi militari dell’esercito israeliano”.

Per il politico palestinese non ci saranno ostacoli alla liberazione dei 150 prigionieri palestinesi, coinvolti nello “scambio” con gli ostaggi rapiti da Hamas. Ma, soprattutto, si inizia a vedere finalmente una rapida fine del conflitto. “La guerra finirà presto” ha annunciato Fares. Il funzionario poi ricorda che il governo di al Fatah è disponibile a governare ancora Gaza, ma solo se ci saranno i presupposti per farlo. Insomma un orizzonte di futuro – sebbene molto incerto e di difficile realizzazione – sembra esserci e c’è chi ci starebbe già lavorando.

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