Proteste, ora tocca alla Gioconda

Arriva la protesta degli ambientalisti, stavolta al Louvre: l’arte diventa campo di battaglia per il cambiamento sociale.

La protesta degli attivisti ambientalisti ha raggiunto una delle icone culturali più celebrate del mondo. Parliamo della Gioconda di Leonardo da Vinci, custodita nel prestigioso Museo del Louvre a Parigi. Questa domenica, due donne hanno gettato una zuppa sul vetro blindato che protegge l’opera d’arte. In seguito hanno gridato una domanda provocatoria: “Cosa è più importante? L’arte o il diritto al cibo sano e sostenibile?”

protestano buttando zuppa
Stavolta la Gioconda è stata il bersaglio degli ambientalisti – ph. Ansafoto – Rationalinternational.net

 

Le immagini dell’azione mostrano le attiviste che superano la barriera intorno al quadro e buttano zuppa sul vetro antiproiettile in segno di protesta. Immediatamente fermate dalla sicurezza del museo, la loro azione ha scatenato una rapida reazione. Gli addetti del Louvre hanno chiesto al pubblico di evacuare. Poi hanno posizionato pannelli neri per coprire la scena, privando i curiosi di uno spettacolo che, altrimenti, avrebbero immortalato con i cellulari.

Il perché della protesta

La responsabilità di questa protesta è stata rivendicata da un collettivo chiamato “Food Response”, che si presenta come una “campagna di resistenza civile francese che mira a provocare un cambiamento radicale nella società a livello climatico e sociale”. Questo gesto dimostra come l’arte, nel suo ruolo di specchio della società, diventi il terreno di scontro per questioni cruciali come la sicurezza alimentare e l’ecosostenibilità.

protesta per il cambiamento sociale e climatico
Le donne sono state subito fermate e il museo evacuato – ph. Ansafoto – Rationalinternational.net

 

Questa non è la prima volta che gli ambientalisti prendono di mira le opere d’arte nei musei. Lo scorso ottobre, due donne attiviste, in opposizione a progetti petroliferi, rovesciarono zuppa di pomodoro sul celebre dipinto “Girasoli” di Van Gogh esposto alla National Gallery di Londra. La protesta, dunque, non è circoscritta a un luogo specifico ma rappresenta un fenomeno in crescita che attraversa le frontiere geografiche.

Il Louvre, già teatro di atti vandalici contro la Gioconda in passato, si trova nuovamente al centro dell’attenzione. Nel 2005, il vetro antiproiettile è stato installato per proteggere il capolavoro di Leonardo da Vinci da eventuali danni. Tuttavia, il confronto tra la conservazione dell’arte e la lotta per una società più equa e sostenibile si ripresenta ora sotto una nuova luce.

La Gioconda, insieme ad altre opere d’arte, funge da spazio di riflessione su temi universali. La sua scelta come bersaglio di questa protesta è emblematica, mettendo in evidenza la crescente consapevolezza e preoccupazione riguardo alle problematiche ambientali. Tuttavia, la domanda rimane: è giusto utilizzare l’arte come palcoscenico per manifestazioni di protesta?

La protesta degli attivisti ambientalisti, sebbene possa essere considerata estrema, pone l’attenzione sulla necessità di affrontare le sfide ambientali in modo deciso e immediato. La scelta di prendere di mira opere d’arte di valore mondiale serve a catalizzare l’attenzione pubblica, ma al contempo solleva interrogativi sulla linea sottile tra attivismo e vandalismo.

Il dibattito è aperto: da un lato, l’arte rappresenta una forma di espressione cruciale per portare avanti cause importanti; dall’altro, danneggiare o minacciare le opere d’arte rischia di oscurare il messaggio stesso e di alienare coloro che altrimenti potrebbero essere alleati nella lotta per un futuro sostenibile.

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