Guerra, ora tocca all’Italia

L’estensione del conflitto israelopalestinese costringe alla riflessione: quale ruolo avrà l’Italia nella crisi del Mar Rosso?

La guerra che imperversa nelle acque del Mar Rosso presuppone la manifestazioni di dubbi e incertezze nei cittadini italiani. Quale ruolo avrà il nostro Paese nella conflitto contro gli Houthi? Attualmente il governo non sembra intenzionato a pianificare un intervento reattivo e mirato ai danni dei ribelli yemeniti. La maggioranza ha approvato l’invio di una flotta di sostegno, volta alla difesa delle unità navali che tentano di attraversare il canale di Suez.

L'Italia e la guerra
L’Italia e la guerra nello Yemen – foto: ansa – rationalinternational.net

Come ha specificato il Ministro degli affari esteri e della cooperazione nazionale Antonio Tajani, per entrare ufficialmente in guerra sarà necessario richiedere l’approvazione del Parlamento. Nel frattempo il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha affrontato il tema relativo alla reintroduzione della leva militare obbligatoria. Una chiarificazione, questa, che giunge in seguito alla diffusione del pensiero di Rob Bauer, presidente del Comitato militare della Nato, e di Sir Patrick Sanders, noto generale britannico. Entrambi sostengono che, presto o tardi, gli Stati membri dovranno affrontare militarmente il gigante russo e che ciò implicherà l’incremento delle forze armate europee. Nonostante questo, sembra che i cittadini italiani potranno scampare – almeno per il momento – alla leva militare obbligatoria.

L’Italia in guerra? Le parole di Crosetto

Il nostro Paese non è entrato “ufficialmente” in guerra, tuttavia il Consiglio degli affari esteri dell’Unione Europea ha dato un primo via libera alla missione di difesa proposta da Francia, Germania e Italia. Essa si basa sul principio di libera navigazione, per cui la nostra flotta è autorizzata ad attaccare gli yemeniti filo-iraniani che tentano di sabotare le navi commerciali europee nel canale di Suez ed, in generale, nelle acque del Mar Rosso. “L’uso della forza verrà previsto – con un sistema di difesa in grado di abbattere droni e missili lanciati dagli Houthi” – si specifica. Ci proteggeremo, insomma, senza attaccare per primi.

Gli Houthi ci fanno paura
Crosetto pronto a contrastare gli Houthi – foto: ansa – rationalinternational.net

Il comando della missione europea è stato affidato alla Francia, nondimeno il Ministro della Difesa Crosetto ha spiegato: “Se ci chiederanno di averlo [il comando] lo prenderemo, ne abbiamo le capacità” – e ha poi ribadito – “il problema è avere presto una missione efficace per tutelare la sicurezza delle navi commerciali e le nostre economie”. Per concludere, in merito alla reintroduzione della leva militare obbligatoria, egli ha sottolineato come in Italia il problema non sia riconducibile al numero di soldati, bensì alla mancanza di una riserva: “Proporremo una legge su questo, nelle prossime settimane, è una delle riforme necessarie all’Italia”. Non bisogna certo rallegrarsene: l’esercito di riserva, di fatto, diviene operativo laddove la prima scelta dovesse subire delle perdite ingenti. Per costruire una riserva serviranno dei volontari e, se i volontari non dovessero essere abbastanza, è possibile che il governo approvi una legge che incentivi gli arruolamenti.

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