Ucraina: cosa ha in mente Putin, ora

Il primo desiderio di Putin sarebbe finire la guerra d’Ucraina, e quindi avrebbe mandato dei segnali agli Stati Uniti per iniziare a trattare

Lo riferisce il quotidiano economico statunitense Bloomberg. I messaggi lanciati dal Cremlino agli Stati Uniti, però, non sono stati convincenti. Il Pentagono si aspetta degli atti più concreti e realistici, che dimostrino pubblicamente che il presidente russo vuole realmente trattare. La Russia, con ogni probabilità, è disposta a sedersi al tavolo della trattativa di pace soltanto da vincitrice. Le perdite umane, l’impegno militare ed economico è stato tale, che la popolazione non accetterebbe che due anni di sofferenza causano soltanto un nulla di fatto.

Ucraina, cosa ha in mente Putin, ora
Jens Stoltenberg precede il premier del Montenegro Milojki Spajic – rationalinternational.net Ansafoto

La Nato da parte propria mantiene un atteggiamento aggressivo, di sfida, riferendosi anche alla strategia futura. Il segretario generale Jens Stoltenberg ne ha dato prova in una conferenza stampa tenuta il 26 gennaio insieme al premier del Montenegro Milojko Spajic. Secondo Stoltenberg questo è il momento in cui gli l’Ue e la Nato devono darsi un aiuto finanziario ancora maggiore all’Ucraina, per evitare che Vladimir Putin vinca la guerra e poi ricorra all’uso della forza anche in futuro.

La Nato si rafforza, si espande e rimane minacciosa

Intanto l’alleanza atlantica si sta di nuovo espandendo. A fine febbraio si riunirà il parlamento ungherese per votare sull’ingresso della Svezia, con la previsione di un via libera. Cadrà così l’ultimo ostacolo. La Turchia infatti ha già pronunciato il proprio parere positivo, dopo venti mesi di trattative fra Ankara e Stoccolma. Il segretario generale nel frattempo è già atterrato negli Stati Uniti, dove rimarrà fino al primo febbraio, per una serie di incontri bilaterali con alti funzionari.

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I resti dell’aereo Il-76 russo abbattuto vicino a Belgorod – rationalinternational.net Ansafoto

In agenda i colloqui con il segretario di Stato Antony Blinken, il segretario alla Difesa Lloyd J. Austin III e con il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan. Incontrerà leader democratici e repubblicani, guardando sempre e non solo, come si può immaginare, alla guerra d’Ucraina. E visiterà la fabbrica di missili Lockheed. Vladimir Putin nel frattempo mantiene la linea morbida, al paragone con l’asprezza di tante dichiarazioni del passato. Il conflitto armato dura da 702 giorni, vicino al triste traguardo dei due anni.

Intanto Putin va all’università “Immanuel Kant”

Il presidente russo in un incontro con gli studenti è tornato sull’argomento, per affermare che Kiev non ha lasciato altra possibilità che il ricorso alle armi. Erano gli studenti dell’università Immanuel Kant di Kaliningrad, dove Putin si è recato in visita per parlare dello sviluppo della regione. Il viaggio in un luogo così simbolico, visto che Kant viene spesso citato come padre nobile delle Nazioni Unite e del pacifismo, non deve essere interpretato come un messaggio alla Nato, ha precisato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. Che ci sia comunque della propaganda, appare del tutto palese.

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Vladimir Putin a confronto con gli studenti della “Immanuel Kant” – rationalinternational.net Ansafoto

A proposito dello schianto dell’aereo militare russo nella zona di Belgorod, Putin ha aggiunto che forse è stato abbattuto per errore dall’Ucraina, colpito da un sistema di difesa americano o francese. Resta un crimine, ha chiarito, che sia stato colpito di proposito o per errore, ma è indiscutibile che i missili siano partiti dal territorio ucraino. A bordo c’erano 65 prigionieri di Kiev, l’intelligence del loro Paese lo sapeva eppure il colpo è partito comunque. E’ anche possibile che i militari ucraini non abbiano appreso come utilizzare le armi ottenute dagli alleati.

 

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