L’Europa pensa alla guerra, ma è tardi

L’idea di un esercito europeo è tutt’altro che tramontata. Il piano di Difesa – ancora su carta – parla di 60mila uomini

È l’obiettivo di chi sogna un’Europa unita, senza divisioni e forte anche sul piano difensivo. Un vero piano esisterebbe, ma non è mai stato attuato.

In Europa si pensa a come fare la guerra
C’è chi spinge per creare un vero esercito europeo (ansa) – Rationalinternational.net

Eppure c’è chi ci crede ancora e pensa che un reale esercito dell’Unione Europea possa essere qualcosa di realmente possibile. Ma per ora l’obiettivo resta più un ideale che un reale e concreto passaggio da rispettare nel breve periodo. Il piano di Difesa, infatti, è fermo al 1999. Quando alle porte dell’Europa regnava però la pace.

L’esercito europeo è una realtà?

Secondo un recente sondaggio, circa l’81% dei cittadini appartenenti all’Unione Europea sarebbe favorevole ad attuare una politica che veda la Difesa come un affare comune con tutti i Paesi membri. Quello dell’esercito europeo, però, è un tema piuttosto datato e, nonostante esista un reale progetto per la sua attuazione, questo è rimasto indefinito. Il piano venne realizzato nel 1999 ad Helsinki e parava di una forza congiunta di circa 60mila uomini. Questi sarebbero stati mobilitati in 60 giorni e avrebbero avuto un’autonomia di circa 6 mesi.

In Europa si pensa a come fare la guerra
Il piano di Difesa europeo esiste dal 1999, ma non è mai stato applicato: è arrivato il momento? (Ansa) – Rationalinternational.net

Nel piano veniva riportata una capacità operativa fino a 4mila chilometri di distanza da Bruxelles, e i militari supportati dalla Marina e dall’Aeronautica. Nonostante ci sia stata una buona risposta da parte di molti Paesi membri, il progetto non è stato mai attuato. A mancare oggi, secondo l’ex capo di stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, è una visione comune sul tema. In mancanza di questa, per il generale sarebbe “inutile avere delle forze armate”. Nel 2007 era stato fatto un nuovo tentativo con i Battelgroups, composti da battaglioni di circa 1.500 uomini. Anche questi gruppi avrebbero avuto la capacità di mobilitarsi in pochi giorni (circa 10) e avrebbero avuto il supporto da parte di altri Paesi europei. Ma non si è arrivati a nulla anche questa volta.

A rendere però urgente una rivisitazione del piano sarebbe anche l’intenzione di Donald Trump – forse futuro presidente degli Stati Uniti – di sciogliere la Nato. Le conseguenze per l’Europa sarebbero disastrose. Secondo Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione Icsa, “negli ultimi 20 anni tutti si sono nascosti dietro l’alibi della mancanza di una politica estera europea. Ma ora è necessario sviluppare l’impiego comune della forza”. Tuttavia, sarà interessante capire quale sarà la soluzione riguardo il problema degli armamenti. Secondo gli esperti è necessaria una “standardizzazione degli armamenti ed equipaggiamenti per le forze europee”. In caso contrario, ogni sforzo sarebbe vano.

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