Bibi, un’altra guerra per salvarsi

Il presidente degli USA teme che la guerra in Medio Oriente si espanda. Che Bibi Netanyahu stia per allargare il conflitto?

Nella situazione già tesa in Medio Oriente, il sospetto di una possibile mossa strategica di Bibi Netanyahu per allargare il conflitto al Libano ha gettato un’ombra sulla Casa Bianca. Secondo il Washington Post, ciò potrebbe essere mirato a garantirsi una sopravvivenza politica e un consenso popolare rinnovato, creando un’atmosfera di guerra continua. Il Segretario di Stato Antony Blinken, incaricato di gestire la situazione, si trova in una missione delicata. Egli sta infatti cercando di arginare le possibili azioni belliche dell’alleato israeliano. La recente visita di Blinken in Turchia e Giordania, parte di uno sforzo diplomatico più ampio, riflette l’urgenza di stabilizzare la regione.

Biden teme che il conflitto si espanda
Alla Casa Bianca c’è un forte sospetto circa un possibile ampliamento del conflitto in Medio Oriente – Rationalinternational.net

 

La tensione si concentra soprattutto nei territori settentrionali di Israele. In quella zona i missili di Hezbollah hanno costretto all’evacuazione di 80.000 civili, spostati verso il Sud per garantire la loro sicurezza. Netanyahu e il ministro della difesa Yoav Gallant considerano questa situazione intollerabile. Sembrano infatti orientati verso una soluzione più radicale, persino attraverso una guerra totale con Hezbollah. Il paventato “giro di clessidra” suggerisce un’eventuale invasione del Sud del Libano, con bombardamenti intensi su Beirut e altre zone del Paese. L’obiettivo sarebbe l’arretramento delle milizie sciite e la creazione di una zona di sicurezza estesa lungo il confine israeliano fino al corso del fiume Litani, replicando una strategia già adottata in passato da Israele.

Cosa accadrebbe se il conflitto si allargasse

L’esperienza della guerra con Hezbollah nel 2006 dimostra che un ritorno al Litani potrebbe rivelarsi estremamente complesso. Hezbollah è ritenuto avere almeno centomila testate capaci di colpire obiettivi sensibili in Israele. Ciò rende l’azione militare ad alto rischio e con possibili gravi conseguenze umanitarie. La Defense Intelligence Agency (Dia) statunitense avverte che il doppio fronte con Gaza e il Libano meridionale potrebbe disperdere le forze di Israele, complicando l’avanzata in un territorio già disseminato di fortificazioni e tunnel. Inoltre, la preparazione militare più avanzata di Hezbollah, insieme ai suoi arsenali più ampi rispetto ad Hamas, costituiscono una sfida significativa.

l'espansione del conflitto sarebbe catastrofica
Se il conflitto si espandesse anche in altre zone la situazione sarebbe critica – Rationalinternaitonal.net

 

Ciò che preoccupa particolarmente la Casa Bianca è la possibilità di un coinvolgimento iraniano a fianco di Hezbollah, trasformando la situazione in un fronte esteso su più Paesi, compresi Libano, Siria, Gaza, Nord Israele, Irak e Yemen. Questo complesso scenario metterebbe a dura prova le risorse e la strategia degli Stati Uniti e di Israele, coinvolgendo una serie di milizie sciite sostenute da Teheran. Il Washington Post evidenzia il timore di Joe Biden di gestire una guerra in piena campagna elettorale, presentando un quadro complesso e instabile. La precedente visita di Biden a Gerusalemme a fine ottobre sembrava essere un tentativo di persuadere Netanyahu a evitare uno scontro diretto con Hezbollah. Tuttavia, il recente sviluppo della situazione mette in luce la sfida di mantenere la stabilità in una regione sempre più tesa e imprevedibile.

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