La ragazza che non tornerà a casa

Il mistero della scomparsa di Sargonia Dankha: dopo 28 anni si riapre un “cold case” che dalla Svezia arriva in Italia.

Il freddo inverno svedese del 1995 ha conservato un segreto, una storia avvolta dall’ombra della scomparsa e dalla nebbia di un presunto omicidio. Sargonia Dankha, una giovane studentessa svedese di origini irachene, scomparve misteriosamente a Linköping, nel sud della Svezia, il 13 novembre di quell’anno. Le circostanze oscure dietro la sua sparizione si sono trasformate nel corso di 28 anni, trasportando questo “cold case” dall’Europa settentrionale all’Italia, dove la giustizia sta cercando di gettare luce su un passato tenebroso.

si riapre il caso della scomparsa di Sargonia Dankha
Dopo 28 anni ancora alla ricerca della verità sulla scomparsa di Sargonia – ph. Ansafoto – Rationalinternational.net

 

Il principale sospettato, all’epoca dei fatti, era Salvatore Aldobrandi, un pizzaiolo italiano di 45 anni e compagno della giovane scomparsa. Le autorità svedesi, pur trovando tracce del sangue di Sargonia nella casa e nell’auto di Aldobrandi, si trovarono costrette a rilasciarlo, poiché la legge del paese richiedeva la presenza del cadavere per procedere con l’accusa di omicidio. Un dettaglio che avrebbe segnato il destino di questo misterioso caso per anni a venire.

Il nuovo capitolo sulla scomparsa di Sargonia

Diversi anni dopo, la vita di Aldobrandi si sposta in Italia, a Sanremo, dove sembra sfuggire all’ombra della sua passata controversia. Tuttavia, il destino ha un modo strano di riconnettere le fili spezzate del passato. Nel giugno dell’anno scorso, Aldobrandi, ora settantatreenne, è stato arrestato e rinviato a giudizio dalla Procura di Imperia, Italia. Un nuovo capitolo si apre nella storia di Sargonia Dankha, con la famiglia della giovane che si batte per giustizia.

Salvatore Aldobrandi è stato arrestato
Salvatore Aldobrandi è stato arrestato con l’accusa di omicidio della donna – ph. Ansafoto – Rationalinternational.net

 

Le accuse mosse contro Aldobrandi sono gravi: omicidio aggravato dai motivi abietti e futili, e occultamento di cadavere. La famiglia Dankha non ha mai smesso di cercare la verità e il suo impegno ha portato alla riapertura di un caso che sembrava sepolto nei recessi del passato. Durante il processo iniziato lo scorso ottobre, emergono dettagli sconcertanti sulla relazione turbolenta tra Sargonia e Salvatore. La giovane voleva porre fine alla loro storia d’amore, ma Aldobrandi non sembrava disposto ad accettare la fine di quella connessione tormentata. La madre di Sargonia racconta di una telefonata in cui Aldobrandi, con voce sinistra, dichiara che non avrebbe mai più rivisto la ragazza.

Secondo l’accusa, Aldobrandi avrebbe commesso il delitto nel ristorante dove Sargonia lavorava a Linköping. L’uomo poi avrebbe occulato il cadavere forse con la collaborazione di un complice. È emerso che Aldobrandi avrebbe confidato dettagli agghiaccianti sull’omicidio a un compagno di cella. Avrebbe delineato un piano per far sparire ogni traccia del corpo di Sargonia, frammentandolo e occultandolo in una discarica. Il legale della famiglia Dankha sta ora cercando di coinvolgere testimoni in Svezia, invitandoli a farsi avanti per contribuire alla risoluzione di un “cold case” rimasto irrisolto per 28 lunghi anni. La speranza è che nuove testimonianze possano gettare luce su fatti oscuri e contribuire a far emergere la verità sepolta sotto strati di mistero e silenzio.

La ricerca della verità prosegue, poiché giudici, avvocati e familiari si impegnano a svelare i segreti sepolti dietro quella fredda notte svedese del 1995.

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