Praga, la lettera del killer fa paura

La lettera del killer di Praga: un documento inquietante che offre uno spaccato della mente di un assassino

Il 21 dicembre 2023, David Kozak, uno studente 24enne dell’Università di Praga, ha aperto il fuoco all’interno dell’ateneo, uccidendo 14 persone e ferendone più di 20. Una settimana prima della strage, Kozak aveva ucciso anche una bambina di due mesi e suo padre.

La polizia ritrova una lettera scritta dal killer
Praga: la polizia ceca ha scoperto nella casa di Kozak, una lettera manoscritta che fa luce sulla sua mente criminale (Ansa) (www.rationalinternational.net)

La polizia ceca ha ritrovato una lettera scritta a mano da Kozak nella sua casa, insieme alla presunta arma usata nel duplice delitto. La lettera, che è stata resa pubblica, offre uno spaccato inquietante della mente di un assassino.

14 persone uccise

“Ho ucciso una neonata di due mesi e suo padre”. Queste le parole di David Kozak, lo studente 24enne che ha aperto il fuoco all’Università di Praga il 21 dicembre 2023, uccidendo 14 persone e ferendone più di 20. La confessione è contenuta in una lettera che Kozak ha lasciato in casa sua, insieme alla presunta arma usata nel duplice delitto. Il testo, scritto a mano, è stato ritrovato dalla polizia ceca dopo la sparatoria.

Sparatoria a Praga- ritrovata una lettera del killer
La lettera trovata nella casa del presunto aggressore, Kozak, rivela dettagli rilevanti sulla sparatoria avvenuta a Praga il 21 dicembre 2023 (Ansa) (www.rationalinternational.net)

Inizia così la lettera: Ho sempre voluto uccidere. Non so perché, ma è qualcosa che mi affascina. Da piccolo giocavo con le armi giocattolo e immaginavo di uccidere le persone. Crescendo, questo desiderio è diventato sempre più forte.” Kozak racconta quindi di aver pianificato la strage all’Università di Praga per mesi. Aveva studiato attentamente i luoghi e le persone che avrebbe ucciso.

“Volevo fare una strage di massa, come quelle che ho visto in televisione. Volevo essere ricordato come un grande killer.” Ma Kozak non si è limitato a pianificare la strage all’università. Una settimana prima, ha ucciso anche una bambina di due mesi e suo padre. “Non so perché l’ho fatto. Forse perché erano innocenti e quindi la loro morte avrebbe avuto un impatto maggiore. Forse perché volevo provare a uccidere qualcuno di ancora più vulnerabile di un adulto.” La lettera si conclude con Kozak che si dichiara soddisfatto di quello che ha fatto. “So che quello che ho fatto è sbagliato, ma non mi interessa. Sono felice di aver ucciso quelle persone. È stato un’esperienza che non dimenticherò mai.”

La lettera di Kozak è un documento inquietante che offre uno spaccato della mente di un assassino. È un documento che ci ricorda che la violenza è sempre una possibilità, anche nelle società più civili. La lettera di Kozak fornisce alcune informazioni importanti sulla sua personalità e sulle motivazioni del suo gesto. Innanzitutto, è evidente che Kozak era un uomo con una forte predisposizione alla violenza. Sin da piccolo, ha immaginato di uccidere le persone e questo desiderio è diventato sempre più forte con l’età. In secondo luogo, Kozak era ossessionato dalla violenza. Era affascinato dalle sparatorie di massa e voleva essere ricordato come un grande killer.

In terzo luogo, Kozak era un uomo con un profondo senso di insoddisfazione. Non era felice della sua vita e sentiva di non avere un posto nel mondo. Queste caratteristiche rendono Kozak un uomo pericoloso e imprevedibile. È un uomo che potrebbe essere portato a commettere altri atti di violenza in futuro.

La lettera di Kozak è anche un documento importante per comprendere la natura della violenza di massa. La lettera mostra che la violenza di massa non è sempre un atto di odio o di terrorismo. Può essere anche un atto di frustrazione, di insoddisfazione o di semplice desiderio di uccidere. È importante ricordare che la violenza di massa può colpire chiunque, indipendentemente dalla sua età, dal suo sesso o dalla sua razza. È importante quindi essere sempre vigili e attenti ai segnali che potrebbero indicare la presenza di un potenziale violento.

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