Termini, l’ambulanza dopo tre ore

Un’estenuante ed infinita attesa, adagiato sul pavimento della metropolitana: Vincenzo aspetta gli operatori sanitari del 118 per tre ore.

Abbandonato sul pavimento della metropolitana, senza possibilità di spostarsi o più semplicemente di alzarsi. Il 78enne Vincenzo S. ha raggiunto le scale mobili della Stazione Termini di Roma, di lì a poco avrebbe dovuto prendere un treno diretto a Milano insieme a sua moglie. E’ tuttavia inciampato, fratturandosi gravemente la rotula. I presenti sono accorsi in suo aiuto, ma giustamente hanno evitato di sollecitarlo per paura di aggravare la sua condizione. Hanno dunque contattato gli operatori sanitari del 118, i quali – come consuetudine – hanno indicato il tempo entro il quale avrebbero potuto attivare l’ambulanza.

Termini 78enne cade
Termini, attende l’ambulanza per tre ore – foto: ansa – rationalinternational.net

Vincenzo S. ha dovuto attendere per ben tre ore, accasciato sul pavimento. L’operatore di fatto ha spiegato al paziente che vi erano oltre 70 interventi prioritari prima di lui. Il pronto soccorso ha pensato di inviare nel frattempo un’automedica, in modo che personale competente potesse assistere il 78enne in attesa. Quest’ultimo è inciampato alle ore 11.00 e l’ambulanza l’ha raggiunto solo alle 13.50. Il paziente è stato trasferito al Policlinico Umberto I, dove ha potuto finalmente richiedere l’assistenza dei medici e sottoporsi agli esami di routine. Le strutture sanitarie romane non riescono a reggere il ritmo.

Ambulanza ritardataria, gli ospedali sono sovraffollati

Le strutture sanitarie romane risultano sovraffollate. Tale condizione nasce dall’aumento progressivo dei pazienti affetti da influenza e coronavirus, i quali necessitano della massima attenzione da parte di medici ed infermieri, ma soprattutto dell’accesso al pronto soccorso e al ricovero repentino. Per quanto la pandemia non influenzi più la nostra quotidianità, il virus non ha mai abbandonato gli ospedali. Lo stop definitivo delle limitazioni ha contemplato inevitabilmente un aumento dei casi, fattore che produce allarmismo se associato al numero crescente di bambini affetti da polmonite registrato in Cina.

L'ambulanza non arriva
Un’attesa estenuante di oltre tre ore: 78enne cade alle 11.00, l’ambulanza lo raggiunge alle due – foto: ansa – rationalinternational.net

Un secondo fattore che ha provocato un rallentamento significativo nel pronto soccorso risiede nel recente incendio dell’ospedale di Tivoli. I pazienti stabiliti nella struttura sanitaria sono quasi 180, di cui tre hanno perso la vita a causa del malfunzionamento dei macchinari ai quali erano collegati. Il Policlinico Umberto I in particolare ha dovuto accogliere molti dei ricoverati sopravvissuti, per cui quasi tutti i letti e i posti previsti risultano al momento occupati. Vincenzo S, come tanti altri, ne ha dunque subìto le conseguenze.

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