Cina, l’epidemia si fa seria

Ospedali cinesi nuovamente sovraffollati, la causa un’epidemia di influenza, febbre e raffreddore nei bambini. L’Oms chiede chiarezza.

“La storia ci ispira e ci insegna” – si dice, una frase che dovrebbe trasformarsi in un mantra, volto ad evitare di cedere nuovamente ai medesimi e catastrofici errori del passato. Nel 2019 le testate internazionali confermarono l’insorgenza di una misteriosa influenza nel cuore della cittadina di Wuhan, informazioni che tuttavia raggiunsero l’Europa troppo tardi. Nel mese di marzo 2020 le istituzioni proclamarono lo stato di emergenza e imposero ai cittadini di rimanere isolati entro le quattro mura domestiche. Un trauma che tutt’oggi contempla degli strascichi non indifferenti e che dunque non deve assolutamente ripetersi.

Torna l'incubo della pandemia
Epidemia in Cina, bambini travolti dalla polmonite – foto: ansa – rationalinternational.net

Non dovrebbe stupirci quindi l’allarmismo generale causato dalle notizie diffuse nelle ultime ore. Gli ospedali cinesi infatti risultano nuovamente sovraffollati: moltissimi bambini hanno avuto bisogno di assistenza sanitaria e, nei casi più gravi, di un ricovero immediato. I sintomi si riassumono in raffreddore, febbre, tosse ed eventualmente polmonite. Qualcuno ironizza sui social circa l’angosciante déjà vu, mentre qualcun altro ha richiesto espressamente l’intervento della comunità internazionale. Questa volta la Cina non può permettersi di omettere informazioni e aggiornamenti in merito all’epidemia in corso.

L’incubo epidemico è tornato

Proprio perché la storia ci ispira ed insegna, l’Organizzazione mondiale della sanità ha contattato Pechino per ricevere ulteriori chiarimenti ed aggiornamenti in merito all’epidemia dilagante. Il personale sanitario ha chiarito che non si tratta della diffusione di nuovi virus, bensì di una combo potente di batteri già noti alla comunità internazionale. Quanto accaduto nasce dal recente annullamento dell’obbligo della mascherina, fattore che ha contribuito inevitabilmente ad un incremento infettivo sul territorio. Si tratta per lo più della proliferazione del micoplasma pneumonie, ma anche rinovirus, virus respiratorio sinciziale o RSV, adenovirus ed altri batteri.

Gli ospedali cinesi sono sovraffollati
Ospedali cinesi sovraffollati, l’Oms chiede un chiarimento – foto: YouTube TG2000 – rationalinternational.net

“Dovrebbero essere compiuti sforzi per aumentare l’apertura di cliniche ed aree di trattamento” – ha spiegato il portavoce Mi Feng – “per estendere gli orari di servizio e per aumentare la fornitura di medicinali”. Nel frattempo l’Onu ha confermato la disponibilità di Pechino in merito alla diffusione di ulteriori aggiornamenti riguardanti i malati. A quanto sembra, almeno per il momento, il sistema sanitario è riuscito ad occuparsi di tutti i pazienti, senza incorrere al rischio di un crollo amministrativo delle strutture. Nondimeno, nonostante le rassicurazioni, fino a quanto l’epidemia non verrà ridimensionata concretamente, il rischio associato alla sua espansione rimane.

 

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