Se le pause umanitarie sono un bluff

Gli appelli per una pausa tra un bombardamento e l’altro sono solo retorica. Né gli Stati Uniti né l’Ue vogliono fermare il massacro di Gaza.

Alessandro Orsini, il professore di sociologia del terrorismo “maledetto” come russofilo dai media italiani, persiste nella sua pratica preferita. Analizza le guerre in corso, ora quella israeliana, applicando alle constatazioni di fatto una logica politicamente scorretta, che gli permette di demolire le argomentazioni dei benpensanti. Il suo metodo razionalista, alimentato da sillogismi e inferenze, è troppo urtante per chi vorrebbe una spiegazione dei fatti più prudente e attenta a smussare gli spigoli. La sua forza sta appunto in questa mancanza di tatto e di riguardo nei confronti del blocco occidentale. Di conseguenza si ritrova a fare il creator su Youtube, in vista di una serie di lezioni accademiche nei teatri.

Se le pause umanitarie sono un bluff
A Gaza il cielo è ricoperto dal fumo provocato dalle bombe israeliane – rationalinternational.net Ansafoto

Il successo dei discorsi di Orsini continua sulla base del diffuso dissenso popolare sulla linea del governo italiano, rigorosamente schierato con Israele e con gli Stati Uniti, contro Hamas e i palestinesi della Striscia di Gaza. Il canale Youtube del prof. ha così superato i 100mila iscritti, permettendogli di raggiungere un ampio pubblico. E quindi contestare, come nell’ultimo suo video, la trovata dei media che, per non evidenziare il pieno consenso degli Stati Uniti e dell’Unione europea al massacro dei palestinese, accentuano la pressione del presidente americano Joe Biden su Israele, perché conceda delle pause umanitarie, come fossero atti di bontà o di difesa del popolo palestinese.

Una retorica indigesta distrutta da una fredda logica

Orsini smonta facilmente quest’operazione, mettendo in chiaro che Biden, nel consiglio di sicurezza dell’Onu, ha messo il veto sulla risoluzione che avrebbe costretto Israele al cessate il fuoco. La Casa Bianca è dunque pienamente d’accordo con la linea del premier di Tel Aviv Benjamin Netanyahu, così come la presidente della commissione Ue von der Leyen. Israele può commettere crimini contro l’umanità a ripetizione, senza che nessuna sanzione economica venga emessa dall’Ue o dagli Stati Uniti. L’impeto sanguinario di Israele è chiaramente superiore a quello della Russia durante l’invasione dell’Ucraina. La stessa Onu ha rilevato in particolare il numero di bambini, uccisi, superiore a ogni altra guerra. Eppure nessuno propone di spiccare un mandato di cattura contro Netanyahu com’è stato fatto contro Vladimir Putin, per il plauso dei media.

Se le pause umanitarie sono un bluff
A Teheran in piazza Palestina la rappresentazione simbolica delle salme dei bambini uccisi da Israele – rationalinternational.net Ansafoto

Ma nemmeno la Lega araba e l’Organizzazione per la cooperazione islamica sanzionano Israele, limitandosi a una condanna morale. E’ l’effetto della politica estera americana, che può contare su Paesi amici all’interno del mondo arabo. La riunione congiunta delle due organizzazioni internazionali è infatti stata convocata dall’Arabia Saudita a Riad l’11 novembre. Parole forti, come sempre, da parte dell’Iran, che ha partecipato con il premier Ebrahim Raisi, presente con la kefiah palestinese. I timori di un’espansione del conflitto non sono per la verità del tutto spenti.

Nessuno però colpisce Israele nemmeno economicamente. Orsini conclude che Gaza è spacciata, senza speranze di salvezza. Nessuno si batte per Gaza. E’ poverissima, priva di risorse naturali, priva di valore per tutti. Oltretutto, conclude Orsini, Israele pratica la punizione collettiva, sicché statisticamente risulta che ad ogni guerra elimina il maggior numero di palestinesi possibile. Nemmeno si può dunque distinguere tra Israele e il governo in carica: è lo Stato ebraico, non Netanyahu, a ribadire a ogni occasione la stessa strategia di sterminio dei palestinesi.

 

 

 

 

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